Secondo quanto comunicato dal gruppo bancario, sono circa 1.200 le PMI individuate tra Emilia‑Romagna, Marche e comparto agribusiness del Centro‑Nord come potenziali beneficiarie di strumenti di corporate finance, dalle operazioni di M&A alle IPO, fino alla gestione dei passaggi generazionali. L’iniziativa si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da forte vocazione manifatturiera ed export, elementi che rendono il territorio particolarmente esposto ai temi della crescita dimensionale e dell’accesso ai capitali.
Dal 2020, Intesa Sanpaolo dichiara di aver realizzato nel Centro Italia operazioni di finanza straordinaria per circa 2,7 miliardi di euro, grazie alla collaborazione tra la Divisione Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking. Il gruppo ha inoltre sviluppato una struttura dedicata composta da oltre 70 professionisti, articolata in team territoriali e desk specialistici.
Sul fronte degli investimenti, la banca ha presentato nuove soluzioni che combinano finanziamenti agevolati e misure pubbliche, in particolare per il rinnovo dei macchinari e la riqualificazione energetica degli immobili non residenziali. Quest’ultimo tema è destinato a diventare centrale per molte imprese, alla luce dei requisiti europei sugli edifici esistenti e della presenza in Italia di circa due milioni di immobili aziendali con prestazioni energetiche inferiori alla classe C.
Alla giornata modenese hanno partecipato, tra gli altri, Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori, il chief economist Gregorio De Felice e rappresentanti di aziende del territorio come GranTerre, AMA e Polenghi Food, che hanno portato testimonianze sulle proprie esperienze di sviluppo.


