'Un anno fa, il 10 settembre 2017, più di 14mila carpigiani hanno interrotto la loro quiete domenicale per uscire di casa sotto la pioggia ed andare a votare contro la preannunciata fusione di Aimag con Hera. Meno di due mesi dopo l'assemblea dei sindaci soci di Aimag ha dichiarato accantonata questa idea che da un decennio gli amministratori carpigiani supportavano come “inevitabile” o “strategica”. Per carità, non siamo in cerca né di inutili celebrazioni né di competere con ben più importanti ricorrenze; però vorremmo fare notare che nessun sindaco in tutto questo tempo ha reso merito ai tanti cittadini che, nonostante i vari boicottaggi contro questo referendum (la data, i silenzi, gli inviti al non-voto...) hanno incoraggiato gli stessi sindaci a non vendere le quote di Aimag, favorendo così la conservazione della maggioranza azionaria ai Comuni soci. Insomma, a Carpi il referendum è stato rispettato, tuttavia può darsi pure che una parte dei cittadini che lo hanno sostenuto non se ne sia nemmeno accorta'.
Così Roberto Galantini per il Comitato Acqua Pubblica di Carpi.
'Inoltre, una volta chiusa (speriamo per sempre) la questione della fusione, la gestione di Aimag è tornata ad essere un segreto per pochi intimi.
Il Comitato acqua pubblica: 'Rompere il silenzio su Aimag'
''La nostra Aimag ha un bilancio in ordine; ebbene, perché non mostrare ai cittadini-utenti i benefici di gestire un'Azienda seria?'
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