La fabbrica è stata davvero lo specchio di quel che accadeva a Soliera, anche fuori dal suo perimetro aziendale. È stata per decenni il simbolo di una vitalità economica che ha accompagnato gli anni del miracolo economico dove l'intraprendenza degli imprenditori è sempre andata a braccetto con la coesione sociale e la distribuzione della ricchezza e delle opportunità, per i solieresi e per i nuovi arrivati.
La prima parte del volume comprende una narrazione di Guido Malagoli tra fantasia e realtà del periodo iniziale dell'azienda (anni 1949 -1954) e quattro schede storiche a cura di Azzurro Manicardi; sull’azienda, il proprietario Gianfranco Regnani, la storia societaria e la storia immobiliare. In più una cinquantina di foto storiche.
La seconda parte comprende invece le notizie, gli spunti e le suggestioni tratti dalla tesi di laurea di Irene Bitassi che durante il periodo universitario lavorò per quattro anni all’interno dell’azienda. La terza parte offre fotografie, articoli di giornale, aneddoti e documenti; la quarta prevede ben 19 interviste/testimonianze autobiografiche di dipendenti dell'azienda e altre persone che hanno avuto stretti rapporti, soprattutto di natura sociale, con la famiglia Regnani. Infine “Quel che resta oggi. Tracce di uomini e donne”, un racconto fotografico (circa 50 fotografie) a cura di Oscar Lolli e Lorenzo Teritti.
“Soliera”, spiega il sindaco Roberto Solomita, “usciva dalle macerie della seconda guerra mondiale con l'orgoglio di avere sconfitto la tirannide nazifascista, ma in un contesto economico arretrato e di miseria; pochi decenni dopo il borgo rurale si trasformava in una cittadina operaia e artigiana, in grado di garantire benessere diffuso, occupando e includendo anche tante donne e neosolieresi provenienti dal Sud e da altri paesi. Negli anni ’80 e ’90 questa storia di successo e riscatto ha toccato il suo apogeo ma, come tante situazioni aziendali analoghe, ha poi conosciuto le difficoltà di un contesto economico globalizzato e sempre più competitivo che hanno portato alla chiusura nel primo decennio degli anni 2000.”
La pubblicazione “AREILOS.
Il progetto è finalizzato a “tenere memoria” dell’AREILOS Spa di Soliera, azienda per la progettazione, produzione e vendita di cucine a gas, è stata una delle più significative realtà produttive della provincia modenese, sia dal punto di vista industriale che umano. In Areilos infatti si sono sviluppate negli anni le più avanzate tecnologie produttive e gestionali, immerse in un ambiente relazionale di qualità, grazie anche alla schiettezza e alla giovialità della gente emiliana. Fondata nel 1953 (nel pieno del boom economico che negli anni 50 ha visto protagonista l'Italia tutta) da Gianfranco Regnani e Marino Rossi (vedi nota 2), poi dal 1962 portata avanti dal solo Gianfranco Regnani, l'AREILOS negli anni ha dato lavoro a molti solieresi, fatto.
Se questo fatto ha avuto un forte impatto sociale su molte famiglie solieresi, non meno impattante è stata anche la perdita e/o riconversione dei luoghi fisici della fabbrica di via Primo Maggio, che nel tempo è stata ampliata fino ad occupare una superficie di circa 23.000 mq. È infatti imminente una riorganizzazione dell’area, che contempla anche la demolizione degli storici edifici che dagli anni ’70 del secolo scorso hanno costituito un forte segno connotativo dell'ingresso al paese per chi proviene da Modena.
Oltre alla presentazione di domenica 18 ottobre, “AREILOS. Storie di uomini e donne a Soliera” sarà al centro di un ulteriore incontro presso Habitat, la sera di mercoledì 28 ottobre, alle 21, dedicato al racconto per immagini.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione ai numeri 347.1144472 e 333.3762903.


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