Una situazione, che in maniera continuativa e con contenuti numerici in fase esponenziale, pone la provincia di Modena, ma anche le altre province Emiliane, nei primi posti di ciò che è una classifica sgradita e forse poco analizzata dai non addetti ai lavori.
Ciò, purtroppo, è la conferma di una mancanza culturale, che deve partire dalla base delle strutture aziendali. Naturalmente, tutto ricade, in termini di responsabilità sulla gestione dell’impresa stessa, ma la cultura della sicurezza sul lavoro non è solo tutela della salute, ma anche cultura della formazione e dell’organizzazione aziendale e pianificazione di strategie e interventi per garantire ambienti di lavoro sani e sicuri.
Il lavoro come “vocazione naturale” dell’uomo: così lo rappresentava il filosofo Fourier.
Tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori e di tutti i collaboratori aziendali è uno degli obiettivi della gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Operatori, manutentori, impiegati, manager, fornitorie piccoli artigiani mettono in gioco le loro capacità fisiche ed intellettuali per creare valore nell’organizzazione, realizzando prodotti o erogando servizi.
Le morti sul lavoro del 2021 devono far riflettere tutti, ogni ‘attore’ è coinvolto nell’analisi, certo è che nel 2022 con una industrializzazione altamente informatizzata non si possono più giustificare, oltre 1.400 morti a livello nazionale, e le decine a livello locale.
Ci deve assolutamente essere qualcuno che interviene, culturalmente, oltre che praticamente, per stimolare gli attori che orbitano nel sistema ‘azienda’ a ridurre più possibile a zero la probabilità di infortunio. Ad oggi ancora troppo alta.
Il 2022 sarà l’anno dell’incremento dei controlli, ci si augura che ciò avvenga, nell’interesse di tutti.
Mario Mirabelli, consulente aziendale – formatore


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