'Dati piu' che allarmanti e silenzi preoccupanti'. È l'essenza per l'Emilia-Romagna del rapporto ministeriale 2017 sulle attivita' di ispezione e controllo nei luoghi di lavoro. Il report, segnala la Cgil, dice che l'Emilia-Romagna guadagna il podio nero col terzo posto, dopo Lombardia e Calabria, per 'il maggior numero di lavoratori irregolari': sono ben 7.965. La regione, in particolare, risulta al quarto posto per una tipologia 'moderna' di violazioni, riscontrate soprattutto nelle regioni del centro-nord: lo sfruttamento dei lavoratori 'utilizzando contratti di lavoro impropri, atipici o flessibili' anziche' regolari. Dunque contratti fasulli, rilevati in 527 ditte da Piacenza a Rimini e viceversa.
Ma ancora, dettaglia il coordinatore Legalita' della Cgil regionale Franco Zavatti, l'Emilia-Romagna si piazza al quarto posto nazionale per 'subappalti e somministrazione abusiva o fraudolenta di manodopera, con ricorso a fittizie esternalizzazioni e distacchi transnazionali fittizi...'. Spiccano 1.065 lavoratori negli elenchi degli ispettori, tra 'Castelfrigo e larghi dintorni', segnala il sindacato. L'Emilia-Romagna, inoltre, ottiene un altro quinto posto registrando 3.279 lavoratori 'in totale nero, nei nostri settori tipici di edilizia, trasporto, commercio e manifatturiero'. Certo si sa come uscirne, a quanto pare: 'Siamo la seconda regione, dopo la Calabria, per conciliazione giudiziaria monocratica', nel cui ambito spuntano 1.028 casi.


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