Era stracolma l’area logistica all’interno dei capannoni Mozarc. Dopo aver incontrato le Rsu, di fronte a centinaia di lavoratrici e lavoratori Colla ha parlato per quaranta minuti. Al suo fianco l’eurodeputata Elisabetta Gualmini, i deputati Stefano Vaccari e Maria Cecilia Guerra, il presidente della Provincia Fabio Braglia con la consigliera Maria Costi e i sindaci del distretto biomedicale.
Gli scenari che contempla Colla potranno essere solo due: o la collaborazione di Medtronic e DaVita per la riconversione produttiva e la reindustrializzazione o una lotta senza precedenti che già ora sta unendo il distretto coi suoi comuni, la Provincia di Modena, il Parlamento, il Governo. Una lotta che a breve arriverà al parlamento europeo e che sta già colpendo in modo pesante la reputazione di Medtronic e DaVita. Un messaggio spedito all’Ad di Medtronic Italia, Paola Pirotta, peraltro Presidente di Confindustria Dispositivi Medici.
'Durante il covid eravate eroi e ora siete trattati come scarti. C’è qualcosa che non va. Il biomedicale è strategico perché salva vite umane - ha detto Colla - E’ tempo che il Paese protegga il distretto con tutti gli strumenti possibili. A cominciare dai dazi contro chi, come la Cina, piazza sul mercato biomedicale italiano ed europeo prodotti realizzati calpestando i diritti e, soprattutto, succhiando le risorse della Sanità pubblica. Non è l'Europa che vogliamo, adesso basta'. E Colla propone un'inedita “alleanza col Ministero della Salute'.
'La prima cosa che diremo al tavolo del 26 giugno sarà di non avviare nessuna procedura fino a quando non sarà trovata una soluzione condivisa. Se Medtronic e DaVita parleranno di reindustrializzazione e di riconversione ci saremo con tutti i mezzi disponibili – ha sottolineato Colla –. Se sceglieranno la chiusura di Mirandola saremo contro di loro con tutta la nostra forza e una mobilitazione senza precedenti. A queste multinazionali diciamo: cambiate registro'.


