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Automotive Modena: Omr rinuncia a cassa integrazione e usa le ferie. Ma per Cgil è un 'sopruso'

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L'azienda: 'La Rsu Fiom della OMR di Modena ha scelto la via dell’attacco frontale e brutale, dando probabilmente ragione a chi temeva che dal Covid non saremmo usciti migliori'


Automotive Modena: Omr rinuncia a cassa integrazione e usa le ferie. Ma per Cgil è un 'sopruso'
Da un parte un attacco frontale della Cgil di Modena al Gruppo OMR, colosso a livello globale di componenti per l’automotive presente con tre stabilimenti nel modenese (a Modena in via Razzaboni, con la Coxa in via Dalla Costa e a San Felice in via Lavacchi). Dall'altra la risposta dell'azienda, che abbiamo contattato telefonicamente, che respinge al mittente ogni accusa e che suona come una lezione di stile al sindacato. La colpa dell'azienda? Aver imposto le ferie durante il lockdown senza accedera alla cassa integrazione. Per la Cgil un 'sopruso'.

L'attacco

'Nella giornata di oggi si è consumato l'ennesimo sopruso dell'azienda OMR Spa di Modena nei confronti dei suoi lavoratori - afferma nella nota la Fiom Cgil - La storia comincia nel periodo del lockdown contro il contagio da coronavirus, quando tutto il mondo economico (istituzioni, sindacati, associazioni d'impresa) era, ed è impegnato, a garantire la salute e la sicurezza delle persone, ma anche la tenuta delle aziende e dei lavoratori attraverso soprattutto gli ammortizzatori sociali. OMR no!  La direzione ha ritenuto che la Cassa integrazione per Covid-19 non fosse necessaria e ha unilateralmente deciso di usare le ferie dei lavoratori (anche somministrati) per coprire il periodo di chiusura, forse per sciommiottare la mitica Ferrari (principale partner della Omr di Modena). I lavoratori che attraverso il sindacato avevano presentato rimostranze in merito a questa appropriazione delle loro ferie, hanno ricevuto per tutta risposta una lettera dal proprietario l’ingegner Bonometti (anche presidente di Confindustria Lombardia), nella quale scriveva testuali parole: 'Abbiamo ritenuto di farvi beneficiare delle ferie di ognuno di voi per evitare di creare squilibri economici alle vostre famiglie”...e poi ancora “questo ci ha permesso di non intaccare lo stipendio base”. Diciamo che se la OMR ha tanto a cuore la tenuta economica delle famiglie dei lavoratori e la salute e la sicurezza, perché non dare un beneficio con una totale copertura da parte dell’azienda delle giornate in sospensione (modello Ferrari), oppure con l’integrazione della parte persa con un contributo a carico dell’azienda. Non riusciamo a comprendere a quale beneficio faccia riferimento Bonometti. Il risultato è stato 28 giorni di chiusura totale a cui si andranno ad aggiungere i 15 giorni della chiusuradi agostoe questo per una buona parte dei lavoratori si tradurrà in un debito di ferie superiore a quanto si maturerebbe in un anno. Si è tentato attraverso confronti con la direzione aziendale di trovare dei punti di incontro, per diverse settimane c’è stata una disponibilità sulla proposta della Fiom di restituire da parte dell’azienda una parte delle ferie impropriamemte utilizzate, ma nella giornata dioggiè arrivato l'ennesimo smacco. OMR ha deciso, sempre unilateralmente, di spostare questo debito al 2021 in modo che anche il prossimo anno l'azienda gestirà a suo piacimento o a suo buon cuore il godimento di ferie e permessi dei lavoratori'. 

La replica

'La Rsu della Fiom Cgil della OMR di Modena – unica tra tutte le aziende del gruppo OMR in Italia – ha stilato un comunicato sindacale per affermare, con linguaggio d’altri tempi, che la direzione di OMR Modena ha commesso un “sopruso” nei confronti dei lavoratori dipendenti, ed ha colto anche l’occasione per un attacco frontale al legale rappresentante, l’ingegner Marco Bonometti, nella sua qualità di presidente di Confindustria Lombardia - afferma la direzione Omr -. Quello che è avvenuto è molto semplice: OMR ha deciso, durante la chiusura resa necessaria dal Covid 19, di non ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni, ma di far fruire ai lavoratori le ferie spettanti per l’anno 2019 e non ancora godute, salvo un ricorso marginale alle ferie 2020. Questo, in sintesi, soprattutto per tre ragioni:
- La prima, per non ricorrere ai soldi dell’Inps e dei contribuenti, esistendo una possibile, valida alternativa;
- La seconda, per consentire ai lavoratori di non subire riduzioni di salario, che la cassa integrazione comporta;
- La terza, certamente di interesse aziendale, ma altrettanto certamente di interesse generale, per tutelare l’occupazione ed i posti di lavoro, con l’immediata ripresa del lavoro il più presto possibile, evitando la perdita dei clienti e tutelando così anche il sistema paese, secondo l’apporto che ciascuno può dare.
La Rsu Fiom della OMR di Modena ha scelto una via diversa, quella dell’attacco frontale e brutale, dando probabilmente ragione a chi temeva che dal Covid non saremmo usciti migliori. L’azienda ha la serena consapevolezza di aver agito coniugando l’interesse aziendale con quello dei dipendenti, cercando di tutelare il loro reddito con la salvaguardia dei clienti e delle commesse. OMR, nei suoi 100 anni di storia, non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione, ed ha cercato di non farlo neanche durante questa terribile pandemia, che ha devastato tanti e tanto, sconvolgendo abitudini, costumi e paradigmi comportamentali. Non per la Rsu di Modena, evidentemente. OMR continuerà a lavorare e ad investire, anche in Italia, con serenità, oculatezza ed impegno, nonostante tutto. Senza pensare a cassa integrazione oggi, e men che meno a tavoli di crisi presso il Mise domani, dove tanti lavoratori meno fortunati cercano, con il sostegno del sindacato, che vive responsabilmente problemi e tragedie, uno spiraglio per il loro futuro e delle loro famiglie'.

La lettera

E Omr rende pubblica anche la lettera inviata ai collaboratori alla quale fa riferimento il sindacato. Eccola.

Carissimi,
Ci stiamo apprestando a riprendere le attività produttive in tutti i nostri siti. Come azienda abbiamo sempre sostenuto con decisione che la salute e la sicurezza di tutti i nostri collaboratori viene prima di qualsiasi logica e per questo siamo arrivati alla chiusura delle attività produttive.
È il momento ora di guardare con fiducia all’orizzonte, con la convinzione che con il contributo di tutti supereremo questo difficile momento. Abbiamo ritenuto di farvi beneficiare delle ferie di ognuno di voi, per evitare di creare squilibri economici alle vostre famiglie. Questo ci ha permesso di non intaccare lo stipendio base, mentre la Cassa integrazione ci avrebbe costretto ad uno stipendio ridimensionato e nel migliore dei casi inferiore a 1000 euro. Come Azienda sosterremo ciascuno di voi durante questa fase di riapertura, grazie alla solidità costruita con il contributo di tutti voi. Cerchiamo quindi di superare insieme le preoccupazioni, con spirito di squadra e con la convinzione che insieme ce la potremo fare. Un caro saluto,
Ing. Marco Bonometti

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