Ora, ribadisce Coldiretti, agli annunci devono seguire atti legislativi europei che senza ogni dubbio e discrezionalità, garantiscano che questi soldi siano destinati alla difesa del reddito degli agricoltori.
Importante anche sottolineare la modifica legata alle aree rurali che consentirà di utilizzare per gli agricoltori il 10% delle del Fondo unico, circa 48 miliardi, che è stato uno degli elementi che Coldiretti fin dall’inizio ha portato all’attenzione del Governo italiano e di cui si è fatta carico in tutti i dibattiti a livello europeo, ponendolo come elemento centrale.
Queste risorse potranno essere utilizzate in modo concreto per affrontare il tema delle aree interne, delle aree collinari e delle aree montane, destinandole ai contadini che vivono e lavorano stabilmente in quei territori.
Coldiretti ribadisce che la Pac non è fatta solo di risorse, ma anche di regole. Per questo va sventato ogni tentativo di rinazionalizzazione della Pac della presidente Von der Leyen e della sua cerchia di tecnocrati Bruxellesi e Coldiretti continuerà a presidiare affinchè non vengano posti ostacoli tecnici e burocratici al pieno utilizzo dei fondi assegnati alle imprese agricole. Coldiretti continua a non fidarsi dell’alta tecnocrazia di Bruxelles.
A tal proposito Coldiretti prosegue la sua mobilitazione permanente e annuncia una serie di manifestazioni a partire dal prossimo 20 gennaio e fino alla fine del mese che coinvolgeranno oltre 100mila soci, che inizieranno con Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio. Si proseguirà poi anche in Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna. Saranno le occasioni per raccontare e difendere le conquiste ottenute nel negoziato sulla Pac e chiarire la nostra posizione di contrarietà ad un accordo Mercosur che non garantisca parità di trattamento tra agricoltori europei e sudamericani.
Nella foto, esponenti ed agricoltori Coldiretti durante l'ultima manifestazione di piazza a Bruxelles

