'Un taglio insoddisfacente per due motivi. Il primo, come dimostrato dall'incontro di oggi, perché i proprietari dei veicoli Euro 5 ed Euro 6 sono rimasti esclusi; il secondo perché la durata è limitata a 30 giorni e non avendo posto un tetto al costo del gasolio le speculazioni rischiano di annullare ogni risultato positivo. A tutto questo si somma un altro effetto, il più grave, ovvero i committenti stanno già utilizzando la scusa dei tanto sbandierati (ipotetici per ora) aiuti di Stato per negare gli aumenti agli autotrasportatori - continua Cinzia Franchini -. Davanti all'emergenza del costo del gasolio questo è quanto ottenuto sinora da chi dovrebbe rappresentare i camionisti al tavolo col Governo. Ma non solo. Lascia sbigottiti il nuovo tentativo delle stesse associazioni di nascondersi davanti a nuovi proclami lasciando credere che i 500 milioni di euro promessi dal Governo possano davvero risolvere il dramma in cui versano le imprese'.
'Ancora oggi non è chiaro, al di dell'ovvia compensazione sul taglio delle accise per i veicoli meno inquinanti, come verranno utilizzati queste ipotetiche somme. A chi andranno? Con quali finalità? Saranno ancora una volta le sigle del settore a fare da filtro intercettando economie delle quali le aziende hanno assoluta necessità? Ma soprattutto, anche qualora davvero i 500 milioni venissero stanziati, dopo l'ok vincolante dell'Europa, tali risorse spalmate sulle 99.465 imprese iscritte all'Albo si tradurrebbero in poco più di 5.000 euro a impresa in un anno. Immaginando che le grandi aziende assorbiranno più aiuti, alle piccole aziende, quelle fino a 5 veicoli che sono il 66,29% di quelle iscritte, resteranno solo briciole e comunque molto meno degli aumenti subiti solo per carburante e AdBlue il cui prezzo è nuovamente raddoppiato nell'ultima settimana.


.jpg)
