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Piacentini editore, la Corte di Appello conferma il fallimento

Piacentini editore, la Corte di Appello conferma il fallimento

E intanto un'altra azienda del gruppo edita il giornale Pd. La decisione pochi giorni fa: complessivamente il buco lasciato è di oltre mezzo milione di euro


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Durante le vacanze natalizie la Corte di Appello di Bologna ha rigettato il reclamo che era stato avanzato e confermato la dichiarazione di fallimento per Piacentini editore srl.

Piacentini editore srl, con sede a Castelnuovo Rangone, era stata dichiarata fallita il 2 agosto 2017. Un fallimento che ha coinvolto direttamente i proprietari di una delle imprese di costruzioni più importanti di Modena. Piacentini editore srl è infatti di proprietà per il 51% di Piacentini srl e per quote pari all'8,8% dei figli dei fratelli costruttori (Stefano, Giulio, Federica e Carlo) e per il 5% di Psa srl, società della quale Simone Torrini e Davide Torrini detengono il 24% a testa. Piacentini srl a sua volta è una società che è partecipata da Dino Piacentini (nella foto a destra) per il 24,4%, da Maurizio Piacentini per il 27,3% e da Giovanni e Oscar Piacentini per il 19,3% a testa. Quote inferiori al 6% sono di Piacentini Patrizia e Virginia.

Ricordiamo che il 4 settembre è nata 'Democratica' il nuovo sito di informazione del Pd nazionale edito da Democratica srl, società frutto della variazione della denominazione di Eyu srl avvenuta il 18 agosto 2017. I soci sono per il 40% Piacentini costruzioni spa e il Pd al 60%.

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Presidente del cda di Democratica è Adrio Maria De Carolis, consiglieri sono Antonella Trivisonno, il modenese Simone Torrini (ex presidente di Prima Pagina e nella proprietà della società fallita a Modena, nella foto a sinistra), Federica Piacentini e Mattia Peradotto.

Nei confronti della sola Inpgi, l'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, l'equivalente dell'Inps, la fallita Piacentini editore srl ha un debito di duecentosettantremila e 133 euro. Il dato emerge dal progetto di stato passivo creditori. Questo il debito più consistente ma complessivamente parliamo di un buco pari a oltre mezzo milione di euro (441mila e 214 euro di privilegio e 142.423 euro di chirografo per l'esattezza).
 
Sulla opportunità del Pd nazionale di essere socio e di farsi editare il giornale nazionale da una società fondata (Democratica srl) in contemporanea al fallimento di un'altra società (Piacentini editore srl) con gli stessi protagonisti, i vertici del Pd modenese e nazionale hanno sempre taciuto.

La Pressa è ovviamente a disposizione di chiunque voglia intervenire sul tema.
 
Giuseppe Leonelli
 
 
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