Peraltro, evidenziano ancora Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil e Unisin, 'il rischio aumenta anche a causa dell'incessante attività itinerante di alcuni colleghi e al fatto che le filiali interessate da contagi vengono sanificate e riaperte subito dopo con squadre provenienti da filiali vicine, con un possibile effetto domino che mina la garanzia del servizio non in una, ma in diverse unità produttive'. Inoltre, nelle filiali a corto di personale 'viene richiesto di mantenere inalterati i servizi 'essenziali' alla clientela, di svolgere tutte le attività amministrative e di controllo compresa la produzione di documentazione per ispezioni fatte a distanza, il tutto sotto la pressione di continue campagne e inviti 'spintanei' alla vendita di prodotti'. Insomma, 'la politica aziendale si muove secondo direttrici che mettono la salute dei lavoratori in secondo piano rispetto alle esigenze della produzione', mentre per i sindacati non è il momento giusto per 'cercare di piazzare prodotti ad una clientela disorientata e arrabbiata per i disservizi che deve sopportare'.
Sindacati: 'Bper, pressanti e insostenibili inviti a vendere prodotti'
Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil e Unisi: 'Area Affari, nelle sue varie articolazioni, continua a caricare la Rete commerciale di campagne a ripetizione'
Peraltro, evidenziano ancora Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil e Unisin, 'il rischio aumenta anche a causa dell'incessante attività itinerante di alcuni colleghi e al fatto che le filiali interessate da contagi vengono sanificate e riaperte subito dopo con squadre provenienti da filiali vicine, con un possibile effetto domino che mina la garanzia del servizio non in una, ma in diverse unità produttive'. Inoltre, nelle filiali a corto di personale 'viene richiesto di mantenere inalterati i servizi 'essenziali' alla clientela, di svolgere tutte le attività amministrative e di controllo compresa la produzione di documentazione per ispezioni fatte a distanza, il tutto sotto la pressione di continue campagne e inviti 'spintanei' alla vendita di prodotti'. Insomma, 'la politica aziendale si muove secondo direttrici che mettono la salute dei lavoratori in secondo piano rispetto alle esigenze della produzione', mentre per i sindacati non è il momento giusto per 'cercare di piazzare prodotti ad una clientela disorientata e arrabbiata per i disservizi che deve sopportare'.
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