Di fronte a questo scenario, i sindacati lanciano un appello alle istituzioni, alle imprese e alla società civile, 'proponendo un contratto sociale per difendere i posti di lavoro e guidare una 'transizione economica sostenibile e partecipata. La parola d’ordine è evitare la desertificazione industriale e costruire un modello produttivo nuovo, bilanciato tra innovazione, tutela dei lavoratori e sostenibilità ambientale' - sottolinea Roberto Rinaldi, segretario generale Uil Emilia Centrale.
Le richieste dei sindacati
Tra le principali figurano:
Attivazione immediata di un tavolo di analisi e gestione delle crisi, previsto dal protocollo firmato con il Comune di Modena, per coordinare dati e strategie tra sindacati, associazioni di categoria e istituzioni.
Stop ai licenziamenti: le imprese devono assumersi la responsabilità sociale di tutelare i lavoratori e confrontarsi con le organizzazioni sindacali per garantire una gestione equa delle difficoltà economiche.
Utilizzo degli ammortizzatori sociali conservativi e richiesta di strumenti straordinari, come un programma europeo Sure, per proteggere i settori più vulnerabili e i lavoratori precari.
Investimenti nella formazione e nella riqualificazione per evitare l’esclusione di intere categorie professionali dai processi di sviluppo.
Maggior tutela della sicurezza sul lavoro, con investimenti e l’introduzione di rappresentanti per la sicurezza in tutti gli stabilimenti.
Politiche industriali efficaci per una transizione giusta, che includano innovazione, redistribuzione degli utili e il rafforzamento dei servizi pubblici per garantire la coesione sociale.
I sindacati chiamano ora istituzioni, imprese e lavoratori a convergere su un’azione condivisa, sottolineando che solo con un


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