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Voragine Coop Alleanza 3.0, i sindacati non credono al piano di rilancio

Voragine Coop Alleanza 3.0, i sindacati non credono al piano di rilancio

'E' il terzo anno che la Cooperativa modifica piani di durata quadriennale poich? i risultati preventivati non sono stati centrati'


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Si è svolto venerdì l’incontro nazionale a Roma tra i sindacati Filcams/Cgil Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil con la direzione di Coop Alleanza 3.0, incontro calendarizzato da tempo per la presentazione del bilancio 2018 della cooperativa, bilancio del quale proprio venerdì mattina La Pressa ha dialogato con il presidente Adriano Turrini (nella foto). 
'I sindacati hanno preso atto con preoccupazione dei problemi di bilancio che presentano una perdita complessiva di 289 milioni di euro, perdita generata da un risultato negativo della gestione caratteristica, seppure con un miglioramento di circa 20 milioni sul 2017, e da svalutazioni immobiliari e finanziarie, operazione quest’ultima necessaria, a detta della Cooperativa, per ripartire in maniera più efficace con il piano di rilancio. I sindacati sono però critici su questo aspetto poiché il ritardo di tali operazioni e del processo di razionalizzazione finanziaria delle 3 cooperative (Coop Estense, Adriatica, Nord Est) dopo la fusione, ha provocato un aggravio nel risultato di bilancio di Coop Alleanza 3.0 - affermano in una nota Laura Petrillo della Cgil, Alessandro Martignetti della Cisl e Lorenzo Tollari della Uil -.
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Nell’incontro sono state presentate anche le linee guida del nuovo piano di rilancio che prevede una focalizzazione sul core business della cooperativa con una ristrutturazione delle metrature dei punti vendita e un ripensamento delle grandi superfici di vendita.  La Cooperativa ha anche annunciato uno sviluppo verso i supermercati di prossimità di piccole metrature.  Il piano di rilancio per le sigle sindacali è tutto da verificare, dal momento che è il terzo anno che la Cooperativa modifica piani di durata quadriennale poiché i risultati preventivati non sono stati centrati.  I sindacati sottolineano innanzitutto che eventuali ristrutturazioni dei grandi punti vendita non dovranno in nessun modo mettere a repentaglio l’occupazione.  Inoltre un piano di rilancio basato sulla territorialità, in particolare sull’apertura di piccoli negozi di 200-250 mq, per funzionare, dovrà passare assolutamente attraverso il recupero delle relazioni con i lavoratori, le organizzazioni sindacali che li rappresentano, e con i soci. Quando le relazioni con i lavoratori, le organizzazioni sindacali e con i soci erano distintive nella gestione dei punti di vendita, sicuramente anche i dati di bilancio non presentavano queste criticità.  E’ evidente che solo con una logica più vicina al territorio e di maggiore coinvolgimento dei lavoratori si riuscirà ad esprimere una maggiore efficienza e a rilanciare la cooperativa che rimane senza dubbio una delle reti distributive più radicate e con maggior senso di appartenenza al territorio modenese'.
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