A luglio del 2017 la sentenza di primo grado aveva dichiarato assolti i due con la formula 'il fatto non sussiste', ma la Procura antimafia di Bologna aveva fatto ricorso allegando le dichiarazioni rese durante il processo Aemilia dal collaboratore di giustizia Salvatore Muto, secondo cui la lettera era parte integrante della strategia mediatica della cosca per delegittimare le istituzioni. La sentenza di secondo grado emessa dal collegio d'appello in cui sedeva Silvestrini è arrivata ad aprile del 2019 ribaltando il verdetto di assoluzione e condannando Brescia e Comberiati a sei mesi di reclusione. Oggi, ricollegandosi anche al processo di primo grado, Brescia ha in sostanza contestato la circostanza - non ammessa - di essere giudicato dallo stesso giudice per i medesimi reati e ha invitato il giudice ad astenersi. La Corte d'appello si è riservata di dirimere la questione nell'udienza del 3 marzo.
Appello Aemilia, oggi è iniziato il processo: subito scintille
L'avvocato difensore di Pasquale Brescia ha chiesto la ricusazione per incompatibilità del giudice a latere Giuditta Silvestrini
A luglio del 2017 la sentenza di primo grado aveva dichiarato assolti i due con la formula 'il fatto non sussiste', ma la Procura antimafia di Bologna aveva fatto ricorso allegando le dichiarazioni rese durante il processo Aemilia dal collaboratore di giustizia Salvatore Muto, secondo cui la lettera era parte integrante della strategia mediatica della cosca per delegittimare le istituzioni. La sentenza di secondo grado emessa dal collegio d'appello in cui sedeva Silvestrini è arrivata ad aprile del 2019 ribaltando il verdetto di assoluzione e condannando Brescia e Comberiati a sei mesi di reclusione. Oggi, ricollegandosi anche al processo di primo grado, Brescia ha in sostanza contestato la circostanza - non ammessa - di essere giudicato dallo stesso giudice per i medesimi reati e ha invitato il giudice ad astenersi. La Corte d'appello si è riservata di dirimere la questione nell'udienza del 3 marzo.
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