Articoli Politica

Modena30 a Mezzetti: 'Se il modello Bologna non piace, Modena attui la sua Slow-City'

Modena30 a Mezzetti: 'Se il modello Bologna non piace, Modena attui la sua Slow-City'

'Bologna, con il suo metodo, ha visto calare drasticamente decessi e feriti grazie alla Città 30. Modena invece resta una delle città più motorizzate d'Italia'


3 minuti di lettura

La rete Modena30 interviene sulle recenti dichiarazioni del sindaco di Modena riguardo al modello 'Bologna Città 30' (video sotto La Pressa). 'Se da un lato il sindaco solleva critiche sul metodo di attuazione bolognese, dall'altro conferma la necessità di intervenire sulla sicurezza stradale, partendo dalle zone residenziali e dai poli scolastici - scrive la rete Modena30 -. Su questo punto siamo pienamente d’accordo: la sicurezza dei cittadini non è una bandiera ideologica, ma una necessità urbanistica. Tuttavia, criticare il metodo altrui senza proporne uno proprio altrettanto efficace rischia di trasformarsi in un alibi per l’immobilismo. Il programma elettorale del Sindaco parla chiaramente di una 'Slow-City', una città lenta e sicura: è ora di passare dalle parole ai cantieri. Indipendentemente dalle divergenze sul metodo, i risultati bolognesi parlano chiaro e il confronto tra i due territori comunali (area urbana) resta impietoso con 8.4 morti e feriti ogni mille abitanti a Modena contro i 6.1 a Bologna e con un tasso di motorizzazione decisamente superiore'.


'Bologna, con il suo metodo, ha visto calare drasticamente decessi e feriti grazie alla Città 30 e aumentare la quota modale.

Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Modena, invece, resta una delle città più motorizzate d'Italia, con quasi 700 auto ogni 1.000 abitanti, dove la velocità e la massa dei veicoli continuano a minacciare le persone che si spostano a piedi o in bici. Una densità che soffoca lo spazio pubblico e aumenta il rischio per chi cammina o pedala, soprattutto in pieno giorno, quando avviene la stragrande maggioranza degli incidenti - prosegue il Comitato -. Il sindaco afferma di voler dare priorità assoluta alle scuole e alle zone residenziali: è esattamente ciò che Modena30 chiede da tempo e che i cittadini hanno indicato come priorità assoluta nel percorso partecipato 'Sei la mia città'. Tuttavia, al momento, l’azione appare ferma alla 'cosmesi' urbana. Mentre la Regione Emilia-Romagna promuove il progetto 'Piccoli passi che fanno strada' con Streets For Kids, i CEAS provinciali attivano pedibus, bicibus e sperimentazioni di strade scolastiche, l'azione del Comune invece resta al palo. Non è stata realizzata nessuna vera chiusura al traffico negli orari di ingresso e uscita. Le uniche tre 'zone quiete scolastiche' esistenti sono un’eredità della scorsa giunta e non incidono sui flussi, limitandosi a spostare il parcheggio selvaggio una spanna più in là. Siamo d'accordo col sindaco quando dice che 'non bastano i cartelli', ma allora perché alle scuole Saliceto Panaro la zona pedonale è affidata solo a un cartello?
Senza un'interdizione fisica, la sicurezza dei bambini resta un’illusione ignorata dalle auto. Perché non è ancora stata adottata la PTM3S (Programmazione Territoriale della Mobilità Scolastica) della Regione? Perché Modena non nomina i Mobility Manager scolastici, come già fatto con successo a Reggio Emilia?'


'Condividiamo la necessità di un Piano Culturale, ma la cultura si cambia con l'esempio. Se il sindaco vuole un metodo 'modenese' per la sua Slow-City, deve investire subito in campagne d'impatto, infrastrutture fisiche e presidi e controlli. Il report del percorso 'Sei la mia città' ha mostrato chiaramente che i modenesi vogliono mobilità attiva e rigenerazione degli spazi. Se il sindaco ritiene di avere un metodo migliore di quello bolognese per attuare la sua Slow-City, lo metta sul tavolo con un cronoprogramma certo e pubblico, riaprendo finalmente le osservazioni al PUMS previste per il 2025. Noi siamo ancora in attesa di una risposta alla nostra richiesta di incontro e della presenza al tavolo Sicurezza stradale, mobilità attiva e sostenibilità. Confidiamo che questa convergenza di intenti sulle zone 30 residenziali e scolastiche si trasformi finalmente in cantieri reali e partecipazione attiva'.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati