La Digos di Bologna, nel corso di quattro perquisizioni disposte dalla Procura, ha individuato ieri la 'base logistica' dei 'guerrieri vivi', il gruppo no vax ritenuto responsabile di almeno 25 episodi di danneggiamento e imbrattamento che hanno interessato l'anno scorso diverse sedi di enti e istituzioni di Bologna. Il 'covo', in un locale della periferia cittadina, custodiva la maggior parte del materiale che veniva utilizzato per compiere i raid vandalici. Gli investigatori hanno in particolare sequestrato numerosi estintori, torce, radioline walkie talkie, body camera, droni e diversi secchi di vernice. C'erano anche capi di abbigliamento (tute, scarpe, giacche anche con simboli dei guerrieri vivi) e diversi striscioni e manifesti con scritte inerenti a tematiche no vax e riferimenti al nazismo. E ancora: diversi zaini già pronti all'uso con all'interno bombolette di vernice, oltre a megafoni, fionde con elastici, delle balestre e materiale informatico.
Le perquisizioni sono state svolte nell'ambito di una complessa inchiesta che ha portato al momento ad indagare sette persone (due uomini di 37 e 39 anni e 5 donne di età compresa tra i 30 e i 59 anni residenti a Bologna e in altre città del centro e nord Italia) ritenuti i presunti promotori del gruppo. Le accuse contestate sono di associazione a delinquere finalizzata a commettere reati di danneggiamento e imbrattamento, ma anche di istigazione a delinquere contro personalità politiche (in alcuni episodi erano comparse scritte contro il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini). Dalle indagini è infatti emerso che, nelle chat di Telegram con cui gli attivisti comunicavano, venivano realizzati veri e propri programmi di reclutamento e addestramento di nuovi membri. Gli utenti no vax venivano indottrinati sui social, per passare poi all'azione sul campo, accompagnati dai loro 'mentori'.
Bologna, individuata base logistica dei 'Guerrieri Vivi'
Il gruppo no vax ritenuto responsabile di almeno 25 episodi di danneggiamento e imbrattamento che hanno interessato l'anno scorso diverse sedi a Bologna
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