In attesa dei risultati dell’udienza di convalida per i due italiani indicati dal reo confesso dell'omicidio di Claudia Leopore, Antonio Lantigua, detto El Chino, 46 anni, come i mandanti del delitto, emergerebbero particolari inquietanti dall'esame del corpo della vittima, sottoposto ad esame autoptico. A rivelarlo i legali della famiglia della donna uccisa, Enrico Aimi e Giulia Giusti
'Se l’esame autoptico dovesse confermare i primi rilievi effettuati sul cadavere di Claudia Lepore dal medico legale forense intervenuto sulla scena del crimine, ci troveremmo di fronte ad un delitto consumato con sadica efferatezza' - sottolineano gli avvocati.
'La morte per soffocamento sarebbe solo l’atto finale di una sequela di spietate torture. Una condizione preagonica durata presumibilmente a lungo. Le severe lesioni esterne ed interne rilevate, evidenziano una perforazione del canale ano-vaginale. Allo stato rimane sconosciuto lo strumento utilizzato. Il corpo è stato rinvenuto congelato in posizione seduta nel freezer della cucina, con un lenzuolo legato al collo con nodo scorsoio per trattenerlo. Non si è trattato dunque di un delitto con dolo d’impeto ma con premeditazione. Dalla nostra prima ricostruzione l’assassino potrebbe aver cercato di estorcere qualcosa alla vittima prima di strangolarla. Un mistero - concludono i due legali - che riteniamo potrà essere svelato dai segreti allo stato ancora contenuti nel telefono cellulare della vittima e degli indagati.”
Nella foto, Santo Domingo
Delitto Lepore, inquietanti particolari dall'esame del corpo
Le rivelazioni dei legali della famiglia della vittima: 'La morte per soffocamento sarebbe solo l'atto finale di una sequenza di torture'
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