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Donna morta nel fossato, l'assassino si è costituito

Donna morta nel fossato, l'assassino si è costituito

Confermato il fermo di un uomo, palermitano, di 40 anni, cliente della donna. Avrebbe agito in un raptus colpendola con una spranga. Ha confessato tutto ai Carabinieri di Pavullo


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L'avrebbe ammazzata con una morsa da banco colpendola più volte al capo, per futili motivi, al termine di un diverbio scaturito della prestazione sessuale consumata all'interno di un furgone che l'uomo aveva preso in prestito, per lavoro, da un amico. Utilizzato poi per trasportare il corpo nel luogo del ritrovamento. Qui, in stradello Toni, l'uomo si è sbarazzato del cadevere della donna gettandolo nel fosso dove è stato trovato domenica mattina. Poi si è recato a Pavullo, dove vive la madre, ma sentendosi braccato si costituito alla locale stazione dei Carabinieri. E' un 40 enne palermitano disoccupato che ha confessato, a poche ore dal delitto, di essere lui l'assassino della donna, coetanea, di origine nigeriana (anche se il colore della carnagione e l'assenza di documenti avevano fatto pensare in un primo momento ad un altra nazionalità), il cui cadavere è stato trovato senza vita intorno alle 12,30 di ieri abbandonato in un fossato di stradello Toni, nella periferia nord di Modena, in località Albareto.

Una confessione che testimonia una violenza tanto cieca ed inaudita, tanto quanto l'uomo, senza precedenti, l'avrebbe consumata senza essere stato nemmeno stato sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o alcool. Ma non solo.

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Violenza confermata anche dal modo con cui ha dichiarato agli inquirenti di avere gettato il corpo nel fosso, come un oggetto di cui sbarazzarsi, insieme agli indumenti (jeans e maglietta), che la donna non aveva nemmeno fatto in tempo a indossare di nuovo dopo il rapporto.

Dopo essersi costituito alla Caserma dei Carabinieri di Pavullo, l'uomo è stato condotto in Procura a Modena dove il PM Mariangela Sighicelli, ieri pomeriggio sul posto per ore a raccogliere indizi, lo ha ascoltato fino a tarda sera. Da qui il decreto di fermo con l'accusa di omicidio volontario. In attesa del pronunciamento del giudice sulla richiesta della convalida dell'arresto. La sue deposizione, confermata poi come confessione alla presenza dell'avvocato, sarà incrociata con i rilievi emersi sul posto dalle analisi della Polizia scientifica e dalla squadra Mobile. Nel frattempo il furgone utilizzato dall'uomo, che ad oggi sembrerebbe escludere da ogni responsabilità il titolare del mezzo che lo ha prestato all'omicida per lavoro, sarà oggetto di approfondita ispezione da parte dei Carabinieri



E' la terza donna ad essere brutalmente uccisa in provincia di Modena negli ultimi due mesi. Tutte straniere.
Nel primo caso, della giovane donna e madre marocchina uccisa all'inizio di febbraio, il cui corpo trafitto da coltellate è stato trovato in via Cavazza, all'interno dell'auto che il marito aveva tentato di bruciare per distruggere il corpo, l'assassino è stato individuato dopo poche ore. A Finale Emilia, nel caso della donna marocchina uccisa a coltellate in casa dal nipote, l'uomo è stato bloccato all'interno della stessa abitazione in cui era rimasto dopo il delitto. Nel caso di ieri l'assassino si è costituito.

 

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