La drammatica scoperta risale ieri sera, 15 ottobre. Intorno alle 19.30 una vicina di casa, preoccupata perché da alcuni giorni non riusciva più a vedere né a contattare i coniugi, ha chiamato il numero unico di emergenza 112. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mirandola, insieme ai Vigili del Fuoco e al personale sanitario del 118.
Una volta entrati nell'abitazione, i soccorritori si sono trovati davanti a una scena agghiacciante: i due anziani erano morti e i due cadaveri decapitati . Le successive attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica e condotte dagli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Mirandola con il supporto della Polizia Scientifica, hanno rapidamente concentrato l'attenzione sul figlio della donna.
Secondo quanto riferito dalla Procura, i sopralluoghi effettuati nelle ore immediatamente successive al delitto hanno consentito di raccogliere elementi ritenuti gravemente indizianti. Nell'abitazione confinante, occupata dal cinquantaquattrenne, sarebbero invece stati trovati gli strumenti utilizzati per gli omicidi, sui quali erano presenti evidenti e abbondanti tracce ematiche.
A rafforzare il quadro accusatorio hanno contribuito anche le dichiarazioni raccolte dagli investigatori tra le persone informate sui fatti. Elementi che hanno portato la Procura a disporre il fermo dell'uomo ai sensi dell'articolo 384 del codice di procedura penale.
Il cinquantaquattrenne è stato condotto nel carcere di Modena, dove resta a disposizione dell'autorità giudiziaria. Nelle prossime ore la Procura chiederà al giudice per le indagini preliminari la convalida del fermo e l'applicazione della misura cautelare ritenuta più adeguata.


