lentemente da persone di origine magrebina. Ventisette di loro sono oggetto di ordinanza di custodia cautelare in carcere, altri con diverse misure che vanno dagli arresti domiciliari al divieto di dimora o alla presentazione periodica presso l'Autorità Giudiziaria. Tutte sono ritenute responsabili a vario titolo di concorso in spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.
Le indagini descritte questa mattina dal Procuratore Capo della Repubblica di Modena sono scattate nell'ottobre 2021 a seguito dell'analisi del contesto di un omicidio di un cittadino nord africano commesso all'interno dello stabile abbandonato dell'ex Fazenda, dal quale era emersa la cessione di sostanze stupefacenti, dalla sezione operativa del nucleo radiomobile della compagnia dei Carabinieri di Modena. Indagini che hanno ricostruito una rete di soggetti dediti ad un fiorente traffico di sostanze stupefacenti. Cocaina, hashish, crack. Il commercio si era sviluppato a Modena e nelle zone limitrofe. Gli spacciatori cedevano lo stupefacente a tossicodipendenti italiani e stranieri, intrecciando una rete di reciproche collaborazioni che portavano a dividersi le piazze dello spaccio. La rete si era via via specializzata e consolidata. Nella maggioranza dei casi si trattava già di persone con precedenti o pregiudicati. Il loro 'curriculum' criminale intrecciato con le informazioni derivanti dall'osservazione dei loro movimenti, delle immagini della videosorveglianza e dalla testimonianze di circa un centinaio di acquirenti, hanno consentito di acquisire elementi di prova schiaccianti di decine di persone coinvolti nella rete. Arrivando a 52 quelle per le quali è stata ritenuta necessaria l'emissione di un ordine di custoria cautelare. Richieste di arresto, eseguite questa mattina, nel blitz dei Carabinieri. Di queste, per ora, 23 sono andate a segno con la cattura dei malviventi.
Gi.Ga.



