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Parco XXII aprile, lo spaccio si sposta e spuntano siringhe

Parco XXII aprile, lo spaccio si sposta e spuntano siringhe

Sul lato dell'area cani i cittadini lamentano presenze allarmanti, di giorno e di notte: 'Senza i nostri cani, di sera non potremmo vivere il parco'


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Due siringhe usate, gettate nell'erba, senza ago, trovate nel giro di due giorni. Da una ragazza che ogni sera, al ritorno dal lavoro, è solita frequentare, come decine di persone con i loro amici a quattro zampe, il parco XXII aprile, ed in particolare l'area di sgambamento cani. Area più spostata ad est rispetto a quella tradizionalmente conosciuta per lo spaccio. Area che di sera si illumina solo per una piccola parte. Inserita nella zona est del parco dove si sono spostati i protagonisti dello spaccio. Sempre più controllati nell'area che invece porta verso viale Gramsci. Africani che trovano in schiere di clienti soprattutto italiani, la ragione del loro traffico e la fonte dei loro guadagni.
Fino a tarda notte spacciano, e di giorno bivaccano su panchine, occupate ed inutilizzabili da chiunque altro. Una situazione esasperante. La giovane donna che ci ha segnalato la presenza di siringhe ha espresso tutto il proprio disagio rispetto alla presenza di persone che ad ogni ora del giorno e della sera disturbano, importunano proponendo droga.

'L'unica mia sicurezza è rappresentata dal mio cane. Se non avessi lui non potrei godermi il parco, e questo non è giusto.
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Vorrei soltanto essere libera di frequentarlo senza paura, come faccio di sera, dopo il lavoro, e senza il timore di essere avvicinata da spacciatori. Anche perché, nonostante il potenziamento di alcuni punti luce, questa parte del parco rimane buia anche lungo ampi tratti del percorso ciclabile. Che per la presenza di alcune persone diventa ogni sera inacessibile per chi non vuole rischiare. Senza considerare che anche i nostri cani rischiano con siringhe gettate ovunque'.



La residente che ne ha trovate e gettate due in due giorni chiede di non essere ripresa, per paura di ritorsioni, e ci indica anche il resto del degrado lungo il percorso ciclopedonale. Sotto gli alberi ci sono segni di bivacchi o di angoli trasformati in latrine a cielo aperto. Con escrementi e carta igienica. Nonostante a pochi metri ci sia la presenza di cestini. Tanti anche per agevolare i tanti padroni di cani che frequemtano la zona. 'Dormono là, sotto gli alberi, nella zona buia vicino alla 'casa dell'acqua. Le forze dell'ordine passano, vediamo il loro impegno e la loro maggiore presenza ma non è sufficiente per farci sentire sicuri.
Qui alla sera siamo soli e senza i nostri cani non saremmo liberi di frequentare quello che il nostro parco ed il parco di tutti'
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