Le investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, sono scaturite da una denuncia inizialmente presentata dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia, con la quale era stata segnalata l'illegale diffusione online di copie di quotidiani e riviste di rilievo nazionale.
Gli approfondimenti svolti dagli specialisti delle Fiamme Gialle hanno condotto all'individuazione di una rete illegale molto più ampia rispetto a quella prefigurata in denuncia, consentendo di smascherare un consolidato sistema di condivisione e diffusione non autorizzata non soltanto di quotidiani e riviste pubblicati dai principali gruppi editoriali italiani ma anche di palinsesti televisivi, serie TV ed altri contenuti d'intrattenimento a pagamento distribuiti via internet dalle maggiori piattaforme di streaming.
L'analisi delle informazioni acquisite ha permesso di risalire ai responsabili che si schermavano dietro alias e nomi di fantasia.
Il sistema illecito scoperto, che ha consentito ad oltre 430.000 utenti iscritti ai canali Telegram il completo accesso - senza alcuna forma di abbonamento o pagamento — a contenuti editoriali tutelati dal diritto d'autore, ha assicurato agli indagati una contropartita economica illecita, realizzata attraverso due distinti meccanismi di remunerazione, consistiti nella:
- 'affiliazione', ovvero nella pubblicazione, sui predetti canali, di link rinvianti a siti di commercio elettronico, che restituivano agli organizzatori una percentuale sugli acquisti conclusi attraverso l'utilizzo dei collegamenti ipertestuali pubblicati;
- 'sponsorizzazione', e cioè nella pubblicazione di appositi banner pubblicitari sui predetti canali illeciti, dietro pagamento di un corrispettivo.



