'Nel recente convegno “Un patto per la sanità pubblica”, al quale hanno partecipato tutti i sindaci dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord (Ucman) e il sindaco di Mirandola, è stato illustrato quanto approvato nell’ultimo CTSS: il progetto per la costruzione del nuovo ospedale di Carpi, in zona Fossoli, con un investimento di 126 milioni di euro, e l’ammodernamento dell’ospedale di Mirandola, con un intervento da 8 milioni. È dunque definitivamente accantonata l’ipotesi di un unico ospedale baricentrico, soluzione che avrebbe consentito una vera ottimizzazione dei costi, del personale e dei servizi, a favore di due strutture che si vorrebbero “integrate e complementari”, ma “senza doppioni”. Come M5S chiediamo quali garanzie verranno date al nostro territorio, quali reparti rimarranno effettivamente a Mirandola e come verrà garantito un trasporto rapido e sicuro tra i due poli ospedalieri'. Così in una nota gli attivisti M5S Area Nord di Modena.
'Mirandola ha già perso il Punto Nascita e la Cardiologia, mentre anche il Pronto Soccorso appare in bilico. Il rischio concreto è che sul nostro territorio restino solo i reparti meno attrattivi – lungodegenza, radiologia, post-operatorio – mentre Carpi si aggiudicherà quelli più importanti e strategici. Restano poi forti dubbi anche sui finanziamenti: la Regione ha annunciato di coprire 60 milioni dei 126 previsti.
Ma il resto da dove arriverà? Ci saranno risorse statali o si aprirà la porta ai privati, e con quale contropartita? Chiediamo ai sindaci dell’Area Nord e alla Regione di coinvolgere subito i cittadini, il Comitato Ospedale di Mirandola e le associazioni del territorio, per un confronto vero e trasparente sul futuro della sanità pubblica locale. Il 2033, anno previsto per la conclusione dei lavori, non deve riservare alla Bassa Modenese nuove delusioni e ulteriori tagli ai servizi. Il diritto alla salute non si negozia e deve essere garantito, in modo equo, a tutti i cittadini del territorio' - chiude il M5S.


.jpg)