Terremoto 2012, cinque anni dopo. E’ proprio vero che noi Emiliani siamo stati così bravi? Abbiamo rialzato capannoni, ricostruito scuole. Non è poco, il lavoro è una priorità, poi c’è l’istruzione ed i ragazzi non possono certo stare in scuole dove pietre e calcinacci potrebbero cadergli in testa da un momento all’altro.
Ma quando i cittadini di Novi e Concordia tornano dalla scuola o dal lavoro cosa vedono? Passeggiare nel cuore del paese, il centro storico, è desolante. Macerie, transenne, case distrutte. Sembra quasi che il terremoto sia avvenuto ieri l’altro, non cinque anni fa. La terra qui ha tremato più forte che altrove purtroppo e chi ci vive ancora si sente più sfortunato di altri.
La passeggiata in centro storico non è uguale per tutti, a Novi e Concordia non è come dalle nostre parti. Ci sono i palazzi ancora puntellati e chi arriva da fuori si stupisce che sia così. I soldi non arrivano? La burocrazia è troppo lenta? C’è ancora chi non ha deciso cosa fare della propria casa? Non possiamo saperlo, non spetta a noi spiegarlo. A noi spetta piuttosto il dovere di non essere indifferenti, di andare a vedere come stanno le cose. Ci piacerebbe credere che il nostro video facesse arrivare più cambiali Errani, che un giorno, non lontano, da queste parti si potesse passeggiare in centri storici di cui andare fieri. Per ora siamo semplicemente vicini ai cittadini di Concordia e Novi e quello che abbiamo visto, le nostre immagini, vedremo di non farle dimenticare a più persone possibili. Noi Emiliani saremo davvero bravi solo quando chi è stato sfortunato non si sentirà più tale. Cinque anni dopo, si lavora, ci si istruisce in scuole antisismiche, ma è il cuore di questi paesi che fa ancora male.
Sabina Piccinini - consigliere comunale di San Cesario


