Grande successo di pubblico per la ventunesima edizione del festival del Letame, che si è tenuto negli spazi di Santa Rita Bio Caseificio Sociale 1964 a Serramazzoni dal 23 al 26 luglio, organizzata da Bio Appennino, Rete Humus e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. Oltre 2000 le presenze, in crescita costante, per assistere e partecipare alle tante iniziative: dal concorso per il miglior letame alla cottura della forma di Parmigiano Reggiano nella caldaia alimentata a legna, dai laboratori sulla filiera della lana con filatrici e magliaie alla gara di taglio della forma. All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti dei Comuni di Serramazzoni, Pavullo, Formigine e Modena (con la vicesindaca Francesca Maletti), che si sono impegnati a favorire sui territori progetti a favore dell’agricoltura biologica.
Tanti i visitatori illustri, tra cui Silvio Barbero amico di infanzia di Carlo Petrini (di cui è stata ricordata la figura) e vicepresidente dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo; Alessandro Piccolo, già docente all’Università Federico II di Napoli; Franco ed Eleonora Zecchinato della cooperativa El Tamiso di Padova; Silvia Bartolini e Raffaela Donati di Slow Food Emilia Romagna; Luciana Serri, presidente del Parco Emilia Centrale; Andrea Zanusso, già sindaco di San Giorgio Canavese; e Gianluca Barbieri, referente dei biodistretti
per la Regione Toscana.Pranzi e cene a base di prodotti biologici sono stati preparati dai cuochi Giovanni e Filippo Montanari e da Marco Malavasi della Fattoria Centofiori di Marzaglia.
Nelle settimane precedenti il festival sono giunti ben 43 campioni, fra compost di letame e compost di materiali vegetali, più del doppio rispetto allo scorso anno. A decretare i migliori una giuria composta da docenti e ricercatori universitari, agronomi, agrotecnici, produttori agricoli e cittadini. Per il compost di letame, sono stati scelti quelli dell’azienda agricola Nikolai Navrozov di Verona, dell’azienda agricola El Pian di Mirco Biondi di Fiumalbo e quello della Scuola Steiner Waldorf di Cantù. Per il compost da materiale vegetale i tre migliori sono risultati quelli del birrificio contadino Fermenti Sociali di Valsamoggia e due campioni della Cooperativa Nuovo Cilento Scarl. I risultati sono comunque da ritenere “provvisori” in quanto dovranno essere verificati sulla base anche delle analisi effettuate dal laboratorio Fotosoil Neotron del Gruppo Cotenna (risultati che saranno disponibili nei prossimi giorni).
Durante l’evento i partecipanti si sono anche confrontati sulla metodologia di analisi sensoriale dei compost, comparata ad analisi microbiologiche e chimiche, con valutazioni di carattere scientifico, tecnico e di protocollo operativo.
In autunno, prevedibilmente in ottobre, sarà riconvocato il
Come da tradizione, si è anche svolta la spettacolare cottura della forma di Parmigiano Reggiano da 50 chili, in caldaia alimentata a legna, curata dal Consorzio del Parmigiano Reggiano insieme a maestri e maestre casare, sotto l’occhio esperto di Alessandro Levoni.
Cinque le squadre che si sono poi sfidate nel taglio della forma con il tradizionale coltello con taglio a roccia, formate da maestri casari e assistenti. L’obiettivo: ricavare due fette perfette di 1 chilo ciascuna. La vittoria è andata a Serguei Goubkine del caseifico Il Bucamante di San Dalmazio, assistito da Antonella Rambaldi di Castel San Pietro.



