Ma la notte deve aver portato consiglio e coraggio a Taurasi. E forse qualche messaggio inatteso. Così, con una conferenza stampa organizzata da solo e in fretta e furia, il mai domo esponente Pd ha fatto vedere che c’è: e ora chi teme è Righi.
Perché Taurasi è uno che non molla mai: studioso, ricercatore universitario dopo il dottorato, scrittore di libri, ricerche e saggi, vanta anche una lunga esperienza come consigliere e amministratore. Insomma, uno che se ci si mette davvero, diventa pericoloso. Dopo 10 anni di esclusione dalle poltrone che contano di più, stavolta vorrà giocarsi il tutto per tutto nell’occasione della vita. E qui scattano altri meccanismi che vanno oltre la politica.
Perché gli appoggi e la visibilità procurati a Righi, in questi lunghi mesi di lavoro del sindaco Alberto Bellelli ora rischiano di naufragare. E dopo una sola notte, incredibilmente, oggi Taurasi pare poter contare su appoggi di livello. A suo favore, infatti, si sono manifestati la vice sindaco Stefania Gasparini – sempre molto abile a fiutare il vento del reincarico; Nicola Marino, uno dei personaggi più influenti del mondo dell’economia locale e della Curia; l’avvocato Laica Montanari, presidente del centro antiviolenza ''Vivere Donna''; Roberto Arletti, recordman di preferenze nel Pd, avversario storico di Bellelli e oggi pronto a dettare l’agenda di Taurasi - suggerendogli di mettere al primo posto la sicurezza; Maddalena Zanni, già consigliere comunale del Pd e ai tempi sostenitrice di Simone Morelli; passando per Bruno Pompeo. Taurasi potrà inoltre contare sui voti di quella parte del Centrodestra che non crede che “sicurezza” voglia dire “Barcaiuolo” – specie in considerazione delle vane promesse in merito, tutte disattese in quest’anno abbondante di governo del centrodestra.
A questo punto la partita diventa paradossalmente in salita per Righi. Al quale va ricordato che Bellelli ha un’ampia visibilità, ma in fatto di controllo dei voti tende a sopravvalutare le proprie forze.
Magath


