In un liceo modenese, ad esempio, accade che ai ragazzi che non sono in possesso della certificazione sanitaria venga inibito l’accesso a una struttura privata esterna alla scuola per svolgere le lezioni di nuoto, costringendoli a rimanere in classe. In questo modo non solo si impedisce agli studenti di curare il proprio benessere psicofisico attraverso l’attività motoria, ma si creano intollerabili differenziazioni tra i ragazzi'. Il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso prende spunto dall'ultimo caso segnalato da La Pressa riguardante un liceo modenese dove per disposizione della dirigenza, gli studenti sprovvisti di Green Pass rafforzato non possono frequentare l'attività motoria in piscina, per esprimere la contrarietà al provvedimento
'Mentre infatti i minorenni vaccinati possono frequentare le lezioni, gli altri sono invitati a rimanere nei locali scolastici a fare non si sa che cosa' - sottolinea il sottosegretario, contrario a tale disposizione, capace di generare non solo una discriminazione penalizzante non solo per i ragazzi ma per le intere famiglie.
'Inoltre non bisogna dimenticare che non tutte le famiglie possono permettersi di far praticare una disciplina sportiva ai propri figli al di là dell’orario scolastico. Una situazione che non può che definirsi insostenibile e che dovrà essere necessariamente rivista alla luce dell’evoluzione del quadro pandemico. La salute dei nostri studenti si tutela anche rendendo effettiva la pratica sportiva e abolendo norme che oggi non hanno più alcuna ragione di esistere. Basta con queste limitazioni, oggi non hanno più alcun senso. Basta esasperazioni'.



