'Mi è capitato di risultare positivo al virus, sto trascorrendo la quarantena prevista, e tra pochi giorni mi troverò automaticamente in possesso del demenziale Super Green Pass - spiega Benozzo -. Qualcuno mi ha suggerito di sfruttare la situazione e tornare all’Università, dopo 4 mesi di sospensione dal lavoro e dall’insegnamento, essendo io ora “in regola”. Per me la questione nemmeno si pone: non si tratta certo di possedere dei requisiti, bensì di rifiutare anche solo l’idea che il dispositivo di soggiogamento stabilisca dei requisiti per poter vivere normalmente. Se accedessi alle aule universitarie e potessi godere del mio sacrosanto stipendio solo in quanto esibisco un superGP, certamente eviterei di vivere di stenti, ma al tempo stesso – senza che questo rappresenti un giudizio da parte mia nei confronti di chi invece lo utilizza – mi sentirei una persona meschina, inadeguata e traditrice: prima di tutto nei confronti degli studenti discriminati costretti a stare fuori dalle aule; poi nei confronti delle persone che hanno perso come me il lavoro per non cedere a questo subdolo ricatto di Stato, ma che non hanno contratto il virus e dunque non hanno la mia stessa possibilità; e infine nei confronti di me stesso, della mia consapevolezza critica e dei principi che sto cercando di portare avanti con un minimo di coerenza.
Benozzo: 'Positivo al Covid, finita la quarantena non userò mai il super green pass'
'Per me la questione nemmeno si pone: non si tratta certo di possedere dei requisiti, bens? di rifiutare anche solo l'idea del dispositivo di soggiogamento'
'Mi è capitato di risultare positivo al virus, sto trascorrendo la quarantena prevista, e tra pochi giorni mi troverò automaticamente in possesso del demenziale Super Green Pass - spiega Benozzo -. Qualcuno mi ha suggerito di sfruttare la situazione e tornare all’Università, dopo 4 mesi di sospensione dal lavoro e dall’insegnamento, essendo io ora “in regola”. Per me la questione nemmeno si pone: non si tratta certo di possedere dei requisiti, bensì di rifiutare anche solo l’idea che il dispositivo di soggiogamento stabilisca dei requisiti per poter vivere normalmente. Se accedessi alle aule universitarie e potessi godere del mio sacrosanto stipendio solo in quanto esibisco un superGP, certamente eviterei di vivere di stenti, ma al tempo stesso – senza che questo rappresenti un giudizio da parte mia nei confronti di chi invece lo utilizza – mi sentirei una persona meschina, inadeguata e traditrice: prima di tutto nei confronti degli studenti discriminati costretti a stare fuori dalle aule; poi nei confronti delle persone che hanno perso come me il lavoro per non cedere a questo subdolo ricatto di Stato, ma che non hanno contratto il virus e dunque non hanno la mia stessa possibilità; e infine nei confronti di me stesso, della mia consapevolezza critica e dei principi che sto cercando di portare avanti con un minimo di coerenza.
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