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Benozzo rifiuta ogni candidatura: 'Osservo divertito la fine dell'Occidente'

Benozzo rifiuta ogni candidatura: 'Osservo divertito la fine dell'Occidente'

'L’offerta di candidatura a senatore che mi è stata fatta fa ridere i polli'


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Voce dissidente da oltre due anni contro le nuove forme di totalitarismo, che smascherò già in uno scritto del marzo 2020, interpretando da subito la pandemia come 'una grande truffa volta al soggiogamento scientocratico delle popolazioni', il modenese Francesco Benozzo ha continuato a ribadire in diversi scritti, libri, interventi pubblici e concerti il suo punto di vista (per il quale ha pagato in prima persona con la sospensione dal proprio lavoro e dallo stipendio per otto mesi), prendendo una forte posizione in queste settimane a favore dell’astensionismo.
Si è dichiarato in particolare non in linea con quei “dissidenti” che, perdendo di vista la necessità di non mescolarsi e diventare di conseguenza parte del dispositivo che essi contestano, 'hanno ceduto alla falsa lusinga di poter diventare una voce del popolo all’interno di un gioco democratico fagocitante e di finta rappresentanza che non esiste più da decenni' (o che, come Benozzo sostiene in quanto anarchico, 'non è mai esistito sulla faccia della terra').

Nonostante questo, gli è arrivata un’offerta di candidatura al Senato da parte di uno dei gruppi che è già a Montecitorio da tre anni.
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La sua disobbedienza civile, che non intende mescolarsi con le strategie della politica, lo ha costretto di recente a dimettersi per coerenza dai comitati bioetici che aveva fondato con il professore Luca Marini in questi anni, in particolare dal Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina, dall’Osservatorio contro la Sorveglianza di Stato e dall’Osservatorio contro la Transizione Ecologica, dal momento che lo stesso Marini – con il quale Benozzo ha firmato a quattro mani appelli pubblici alle alte cariche dello Stato, ai colleghi universitari e ai Rettori delle Università, oltre che due libri di denuncia del totalitarismo in atto – ha accettato di essere candidato per una delle liste che auspica di correre per le prossime elezioni del 25 settembre.

'Non ho niente di personale contro chi crede nella lotta politica – ha detto Benozzo – perché in quanto anarchico ho il massimo rispetto per la libertà di ciascuno, ma non trovo accettabile che dei comitati per loro natura neutrali perdano la propria credibilità annoverando tra i propri fondatori o collaboratori dei candidati politici, vale a dire delle persone dichiaratamente schierate da una parte o dall’altra del teatrino'.

'L’offerta di candidatura a Senatore che mi è stata fatta – continua – fa ridere i polli.
Chi ha pensato in questo modo di riconoscere qualcosa alla mia lotta molto chiara di questi due anni e mezzo ha in realtà finito per dimostrarsi, come sono o finiscono per essere, ai miei occhi, tutti i politici, una persona che nemmeno si informa sulle posizioni da sempre dichiarate di chi riteneva sbadatamente di coinvolgere nel carnevale elettorale. Pensare che io accettassi una simile proposta sarebbe come pensare che un faggio dei boschi appenninici possa accettare di essere trasportato su una terrazza romana di qualche palazzo davanti al Colosseo per morire lontano da ciò che conta, mentre intorno a lui i peggiori rappresentanti della deriva millenaria di Homo Sapiens ballano in trenini e festini di varia natura parlando di programmi elettorali. Assisto divertito – conclude Benozzo – alla grande kermesse delle elezioni, che questa volta, oltre ai soliti tromboni, annovera anche virologi da salotto, dissidenti dell’ultima ora, portuali gandhiani e guru farlocchi della controinformazione, in una ennesima celebrazione della fine dell’Occidente e della dignità umana'.
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