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Bilancio Comune Modena, approvazione nei tempi e senza scontri

Bilancio Comune Modena, approvazione nei tempi e senza scontri

Confronto acceso ma senza scontri, pur con visioni opposte. Il resoconto


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Circa dieci ore di discussione hanno accompagnato l’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Modena, trasformando l’Aula in un’arena politica dove maggioranza e opposizioni hanno messo in campo visioni opposte sul futuro della città. Da un lato, la coalizione che sostiene il sindaco ha difeso il documento come un atto di responsabilità in un contesto economico difficile; dall’altro, i gruppi di minoranza hanno denunciato una manovra “debole”, priva di strategia e incapace di rispondere alle criticità emergenti.

La maggioranza: “Un bilancio di resistenza che tutela servizi e coesione”

Ad aprire il dibattito è stato Giovanni Silingardi (M5s), che ha definito il bilancio una scelta “coraggiosa”, capace di tenere insieme fragilità sociali, sicurezza urbana e questione abitativa. Una linea condivisa da Avs, con Martino Abrate che ha denunciato la scarsità di risorse per i Comuni nella manovra nazionale, rivendicando però un bilancio costruito “per difendere la qualità della vita modenese”.Il Partito Democratico ha insistito sulla necessità di garantire continuità ai servizi nonostante i tagli statali. Diego Lenzini ha sottolineato l’importanza dell’approvazione anticipata del bilancio per rendere l’ente immediatamente operativo, mentre Lucia Connola ha parlato di un documento “di continuità e coesione sociale” che non aumenta la pressione fiscale.
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Altri interventi della maggioranza hanno richiamato temi come sicurezza, welfare, casa, nidi, digitalizzazione, sport, cultura e sostegno alle famiglie.
Fabia Giordano ha posto l’accento sul valore educativo dello sport, Vincenza Carriero sulla necessità di programmare il futuro della città, Luca Barbari sul rafforzamento del capitale sociale e Anna De Lillo sulla difesa dei servizi scolastici nonostante i tagli nazionali. Giulia Ugolini ha richiamato l’importanza dell’assistenza domiciliare per gli anziani, mentre Francesca Cavazzuti ha evidenziato le politiche per natalità e famiglie.
Sul fronte casa, Gianluca Fanti ha ricordato “numeri drammatici” legati alla povertà abitativa, mentre Federica Di Padova ha difeso gli investimenti culturali come strumenti di coesione. Alberto Bignardi ha definito il bilancio “una mappa delle priorità”, e Stefano Manicardi ha insistito sulla necessità di coniugare sicurezza e giustizia sociale. Fabio Poggi ha parlato di “resistenza attiva” ai tagli statali, spiegando che le vere trasformazioni arriveranno con le variazioni di bilancio nel corso dell’anno.
Grazia Baracchi (Spazio democratico) ha sintetizzato la posizione della maggioranza parlando di tre pilastri: coesione sociale, stabilità tributaria e completamento degli investimenti Pnrr.
Le opposizioni: “Documento debole, Modena perde terreno”

Le minoranza: 'Bilancio senza coraggio, di galleggiamento'


Di segno opposto il giudizio delle minoranze.
Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha aperto il fronte critico sostenendo che il bilancio non introduce alcuna novità e non affronta il peggioramento dei servizi, dalla sanità ai rifiuti, fino alle partecipate.
Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) ha parlato di una manovra “di galleggiamento”, priva di visione e incapace di ridurre la pressione fiscale. Per Fratelli d’Italia, Luca Negrini ha criticato la “chiusura ideologica” verso investimenti pubblico-privati e la posizione dell’Amministrazione sui Taser, definita un “cavillo” che mette a rischio agenti e cittadini.
Elisa Rossini ha definito il bilancio “di resistenza passiva”, contestando l’assenza di progettualità e la gestione delle ex Fonderie Riunite. Dario Franco ha parlato di un documento che “blocca il potenziale della città”, criticando le coperture basate su mense scolastiche e multe. Daniela Dondi ha respinto l’idea che le difficoltà dei Comuni siano imputabili al Governo, rivendicando invece la responsabilità delle politiche nazionali.
Paolo Barani ha definito la manovra “ingessata”, lamentando la mancanza di interventi su climatizzazione scolastica e proponendo l’istituzione dei “guarda parchi”.
Per la Lega, Giovanni Bertoldi ha parlato di un bilancio “senza coraggio”, incapace di cogliere le opportunità post Pnrr e segnato da un calo della manutenzione urbana.
Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha denunciato la debolezza delle risposte comunali su demografia, sicurezza e caro-affitti, criticando anche la scarsità di risorse per la baby box.
Infine, Katia Parisi (Modena civica) ha accusato il bilancio di non governare le priorità della città, giudicando inefficace la gestione dei rifiuti e frammentarie le politiche sulla sicurezza.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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