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Bonaccini e il Pd: Pizzarotti o un civico, qualsiasi cosa pur di non perdere

Bonaccini e il Pd: Pizzarotti o un civico, qualsiasi cosa pur di non perdere

L'appello post-sconfitta elettorale del presidente della Regione suona come l'ultimo disperato tentativo di conservare il potere nelle zone tradizionalmente rosse


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Aprire a Pizzarotti, alla società civile, aprire anche le finestre, le porte e i lucernari che fuori c'è aria buona... Spalancare i portoni agli unni, ai barbari, ai visigoti, purchè non siano di destra eh...

L'appello di Bonaccini all'indomani della sconfitta del Pd alle amministrative in Emilia Romagna (e in Italia) suona come l'ultimo disperato appello.

Il Pd di Bonaccini è disponibile a sostenere chiunque, purchè possa piazzargli sulla faccia il suo logo, purchè il sistema Pd-istituzioni-economia (leggi coop) possa sopravvivere. Va bene Pizzarotti, va bene un civico a casaccio, va bene anche il primo che passa per strada con una faccia nuova (possibilmente belloccio), tanto qui la cultura politica l'abbiamo rottamata insieme a D'Alema, Bersani (quello che una volta Bonaccini sosteneva) e Speranza, quindi non si ha nulla da perdere. Va bene tutto.

Eh già, questo non è il partito che si apre alla società civile, ma il liquefarsi definitivo di un partito senza cultura, senza identità e senza idee. Finita la scuola politica, archiviata la selezione della classe dirigente, demolita ogni meritocrazia interna ci si ritrova così. Con un presidente della Regione (eletto dal 18% degli aventi diritto, 18 per cento!) che detta la linea del partito che fu di Berlinguer (che è una bestemmia anche solo associarlo all'oggi).

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E la linea è: prendiamo chi viene. Basta che si vinca.

Un po' di scaricabarile sui dirigenti (decotti) locali (vedi Lucia Bursi), un po' di cenere sulla testa di qualche candidato che si presume debole (vedi la Covili a Vignola), una difesa d'ufficio di Renzi che finchè c'è lui conviene mettere il maiale all'ombra... E via che si va. Bonaccini come il segretario regionale Paolo Calvano, come il consigliere regionale Giuseppe Boschini, un coro unico si leva dalla curva sud: provarle tutte per sopravvivere!

Ma uno spauracchio, un obiettivo serve pure. Mica si può dire va bene tutto, pur di non mollare la poltrona e perdere i legami con il mondo economico che ci appoggia. Eh no. Questo non si dice. Allora si dice altro. Si dice prendiamo chi viene, pur di fermare l'ascesa delle Destre, del Populismo, del Fascismo, del Nazismo e dello sbarco degli Alieni.

Il nemico! Serve un nemico. Berlusconi insegna.

Leo

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