'Ho segnalato formalmente al prefetto di Modena che giovedì 12 marzo alle 16.20, davanti alla chiesa di San Biagio in via Emilia est, ho visto transitare una signora in burqa o niqab diretta verso il centro città, mentre in senso inverso stava transitando una pattuglia in moto della polizia municipale. Moltiplicandosi i casi di tale uso in città ho segnalato la cosa agli agenti chiedendo di verificare l'identità della persona totalmente mascherata, ma mi hanno cortesemente spiegato che in base ad una interpretazione di una circolare ministeriale di una ventina di anni fa sarebbe legittimo in itali usare tali indumenti in pubblico'. Così in una nota l'ex parlamentare Carlo Giovanardi.
'A questo punto gli agenti, malgrado mi fossi già presentato come ex parlamentare e ministro, mi invitavano sempre cortesemente a mostrare un documento di identità, cosa che naturalmente ho immediatamente fatto. Ho chiesto pertanto al prefetto di chiarire attraverso il ministero degli Interni se esiste in Italia il diritto di circolare totalmente mascherati accampando motivazioni religiose. Ricordo a proposito che il comitato per l'Islam italiano presso il ministero degli Interni, composto da 19 membri, tra musulmani e non, con esperti, intellettuali ed iman rappresentativi del panorama islamico italiano, ha espresso formalmente un parere sulla questione - continua Giovanardi -. Nel parere il comitato si esprime favorevolmente alla proibizione di usare in pubblico burqa o niqab, raccomandandosi soltanto di omettere dai testi di legge ogni riferimento alla religione o all'Islam, limitandosi alla formulazione secondo cui nel divieto previsto nella proposta devono intendersi ricompresi gli 'indumenti denominati burqa e niqab', prescindendo dunque implicitamente da quali siano le motivazioni - religiose e 'islamiche' o anche eventualmente non religiose o non islamiche - che spingono alcune persone ad indossarli. Rimango in attesa di una risposta'.

