E' amara la considerazione del Consigliere capogruppo di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi, a commento delle risposte fornite dall'Assessore alle Politiche sociali Roberta Pinelli a sue due distinte interrogazioni nel comune ed in provincia di Modena. Le istanze chiedevano, in particolare, informazioni sui migranti destinati alla provincia di Modena nel 2020 e inseriti nel piano di accoglienza, sui richiedenti asilo entrati nei percorsi e nelle strutture di accoglienza e su eventuali altre forme di protezione. Le interrogazioni domandavano, poi, aggiornamenti sulle misure anti-Coronavirus adottate nelle strutture e sui dati dei contagi dei richiedenti asilo e di coloro che sono stati accolti nell’ambito del piano di emergenza invernale, anche alla luce di alcuni assembramenti segnalati nelle aree verdi, come il parco XXII aprile.
Illustrando i dati del fenomeno, forniti dalla Prefettura, l’assessore Pinelli ha affermato che a fine 2020 i richiedenti asilo presenti nei Cas della provincia erano 1.149 (di cui 472 nella città di Modena) con 142 nuovi arrivi nei centri di accoglienza e 336 uscite, nel contesto di un calo complessivo di 224 unità. Mentre per quanto riguarda il progetto comunale Sai-Siproimi (ex Sprar), e relativo ad una accoglienza di secondo livello, per rifugiati che hanno già avuto riconosciuto tale status, finanziato dal Ministero dell’interno, i 65 posti disponibili sono stati occupati nell’anno da 89 persone; a fine anno erano presenti 46 beneficiari, di cui 11 richiedenti asilo e 35 titolari di protezione internazionale. Nel complesso, sul territorio provinciale, nel corso dell’anno i soggetti positivi al virus sono stati 90, di cui 88 richiedenti asilo nei Cas e due del progetto Sai-Siproimi.
“I bassi dati sui contagi degli stranieri richiedenti asilo hanno confermato l’attenzione e il rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid nelle strutture prefettizie e comunali adibite a ospitarli”, mentre i percorsi di accoglienza previsti dallo Stato e dal Comune hanno visto, in alcuni
Pur affermando che 'l’accoglienza dei richiedenti asilo è stata gestita e monitorata con massima attenzione e scrupolo da parte di tutti i soggetti coinvolti”, ha spiegato l’assessore, facendo riferimento 'all’attuazione di una serie di provvedimenti, a partire dal richiamo, per i gestori delle strutture, al rispetto delle prescrizioni sui movimenti dei migranti, consentiti solo in base delle deroghe previste dalla norma, e dall’adozione di stringenti misure di sicurezza per i casi di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario o permanenza domiciliare', l'assessore ha confermato (come fece 5 mesi in risposta ad una analoga interrogazione dello stesso consigliere Giacobazzi), che la Prefettura non ha fornito i dati relativi al numero di richieste di asilo esaminate e tantomeno sul loro esito e sulle conseguenze di eventuali dinieghi. Su questo fronte l'assessore si è limitata a confermare che all'interno delle strutture sono ospitati anche coloro che si sono opposti con ricorso al diniego della richiesta di asilo presentata. Ma anche in questo caso il loro numero non è stato specificato.
Per quanto riguarda i rischi di contagio tra gli ospiti dei centri di accoglienza, 'oltre a ricevere un tampone in diversi momenti del percorso di accoglienza, queste persone - ha affermato l'assessore Pinelli - sono state informate sui protocolli igienici e di prevenzione da rispettare, anche attraverso documentazione multilingua, e le violazioni sono state sanzionate con provvedimenti che sono arrivati fino alla revoca del beneficio dell’accoglienza. In alcuni casi, invece, la stessa accoglienza è stata prorogata dal Ministero “per evitare uscite disordinate dal sistema che rischiassero di avere una ricaduta sul territorio”.
Allo stesso modo, il Comune ha prorogato “per il tempo necessario” sia il sostegno previsto nella cornice del progetto Sai-Siproimi sia, più in generale, “le azioni per l’accoglienza temporanea in emergenza rivolta a persone, straniere o non, in situazione di disagio socio-sanitario e senza fissa dimora anche dopo l’inverno, allo scopo di garantire la tutela della salute della comunità e delle persone stesse, nei cui confronti è proseguito il monitoraggio pure attraverso le unità di strada”, ha sottolineato l’assessora, aggiungendo che,
In parallelo, sempre col fine di prevenire possibili situazioni di contagio, sul territorio sono proseguiti in maniera quotidiana i controlli delle forze dell’ordine e della Polizia locale, riservando un’attenzione specifica a eventuali “fenomeni di affollamento e assembramenti”. Come emerge dai dati della Prefettura, da inizio anno al 15 aprile sono state controllate nell’intera provincia oltre 65mila persone e sono state elevate circa 1.600 sanzioni per violazioni delle norme anti-Coronavirus.



