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Case popolari, addio a residenzialità storica, più facile l'accesso agli stranieri


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Case popolari, addio a residenzialità storica, più facile l'accesso agli stranieri

L’Assemblea Legislativa approva la nuova delibera dopo una seduta fiume. La Regione elimina anche il criterio del possesso di un regolare contratto di lavoro.


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L’Emilia-Romagna cambia volto alle regole di accesso all'edilizia residenziale pubblica. Al termine di una seduta fiume in Assemblea Legislativa terminata all'alba del 22 ottobre 2026, è stata approvata la delibera di giunta che modifica in modo sostanziale i criteri per l’assegnazione delle case popolari (Erp) in tutta la regione. Il provvedimento, che ha incassato il voto favorevole della maggioranza di centrosinistra (Pd, Avs e Civici) e il netto rifiuto delle opposizioni (Lega, FdI e Rete Civica), cancella definitivamente l'automatismo della cosiddetta 'residenzialità storica' dalle linee guida regionali.

La riforma si è resa necessaria per adeguare la normativa interna all'orientamento giurisprudenziale della magistratura, a seguito di specifiche sentenze del Tribunale di Bologna e della Corte Costituzionale che avevano giudicato discriminatori i vecchi sbarramenti.


Cosa cambia concretamente

L'impianto del provvedimento approvato in Viale Aldo Moro ruota attorno a due novità principali:

Stop alla residenzialità storica regionale: Vivere o risiedere da molti anni nello stesso Comune non costituirà più un criterio premiale automatico e obbligatorio stabilito dalla Regione per scalare le graduatorie.

Accesso più ampio per i cittadini extra-UE: Viene rimosso il vecchio obbligo che vincolava l’accesso alle graduatorie al possesso di un regolare contratto di lavoro, requisito considerato illegittimo dai giudici.

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D'ora in avanti, ai cittadini extraeuropei basterà esibire un permesso di soggiorno della durata minima di due anni.


La palla passa ai Comuni

Nonostante la forte contrapposizione politica che ha caratterizzato il dibattito in Aula fino alle prime ore del mattino, la delibera regionale non cancella del tutto il fattore tempo, ma ne sposta la responsabilità amministrativa. La Regione ha infatti confermato che i singoli Comuni manterranno la facoltà di inserire punteggi premiali legati all'anzianità di residenza nei propri regolamenti locali. Ciascuna amministrazione comunale potrà scegliere autonomamente se applicarli, assumendosi però la diretta responsabilità legale di fronte a eventuali futuri ricorsi.










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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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