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Casse espansione Secchia, sopralluogo De Pascale sui lavori nel giorno del rinvio del lotto chiave

Casse espansione Secchia, sopralluogo De Pascale sui lavori nel giorno del rinvio del lotto chiave

In concomitanza con la visita, non annunciata se non a cosa fatta, del presidente della Regione, la notizia che il progetto atteso e raccomandato da decenni, e che la Regione ha sempre rinviato, è da aggiornare.. La preoccupazione dei Comitati: 'Sicurezza e potenziamento rinviati ancora a tempi indefiniti'


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Nel giorno del sopralluogo del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, alla cassa di espansione del fiume Secchia — al confine tra le province di Modena e Reggio Emilia — i comitati civici hanno appreso ufficialmente, a seguito di informazioni tecniche, confermate oggi dalla Regione, del rinvio della gara d’appalto per il rifacimento della diga regolatrice e del manufatto sfioratore. Questo rinvio, causato dalla necessità di aggiornare il progetto secondo le prescrizioni della normativa dighe, riguarda proprio il nodo centrale del sistema di laminazione: quel lotto da sempre considerato fondamentale dai tecnici e da AIPo, ma mai realmente avviato dalla Regione, nonostante decenni di raccomandazioni relativo al rifacimento della diga (manufatto regolatore) e dello sfioratore. Di fatto il cuore del funzionamento della cassa e della capacità di laminazione delle piene. Senza di quello e senza l'allargamento della cassa, compreso in altro lotto, i lavori in corso per l'annalzamento degli argini, non hanno alcun effetto sostanziale ai fini del potenziamento della cassa stessa.

I comitati Arginiamo, Secchia, Salute Ambiente di Campogalliano e Respiriamo Aria Pulita Modena hanno definito la notizia “pessima” per la sicurezza del territorio, poiché questo ulteriore rinvio lascia la cassa di espansione ancora priva di una regolazione efficace.
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'Nonostante gli altri interventi, senza la ricostruzione della diga e del manufatto sfioratore, la cassa resterà inadatta a contenere piene significative. L’insicurezza è garantita ancora per anni', affermano i comitati.

La foto di gruppo diffusa dalla Regione, scattata proprio davanti al manufatto che simboleggia i ritardi trentennali nel potenziamento della cassa, rafforza ulteriormente il senso di frustrazione dei comitati che da anni monitorizzano e si battono per lo svolgimento dei lavori necessari al potenziamento di un sistema adeguato solo per fronteggiare piene piccole e destinato ad andare in crisi anche con piene con tempi di ritorno 50 anni o precipitazioni modello romagna 2023. Nessun preavviso agli organi di informazione e nessuna possibilità di porre domande sul rinvio del lotto strategico, nonostante il sopralluogo istituzionale vedesse la partecipazione del presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, della sottosegretaria Manuela Rontini e dei vertici AIPo, Bottacin e Zanichelli, di fatto i rappresentanti degli organismi coinvolti e responsabili.

I lotti del progetto: solo uno attivato

Il progetto, elaborato da AIPo, è suddiviso in tre lotti principali — più un quarto a scopo irriguo — per un totale di 65 milioni di euro, di cui 27 finanziati con fondi PNRR-Next Generation EU.
Primo lotto (30 milioni di euro): prevede l’adeguamento delle opere di sbarramento e la modifica dei manufatti di regolazione, con inserimento di paratoie mobili.
Nonostante il progetto esecutivo fosse pronto, è stato sospeso per via delle nuove prescrizioni del Ministero delle Infrastrutture (febbraio 2025). È proprio questo il lotto strategico ora rinviato.

Secondo lotto (25 milioni di euro): riguarda l’innalzamento e l’allargamento degli argini perimetrali. È l’unico lotto in corso d’opera, finanziato attraverso il PNRR. Tuttavia, come denunciano i comitati, si tratta di un intervento pensato prevalentemente per la funzione di bacino irriguo, e non contribuirà all’effettiva sicurezza idraulica del territorio. “La Regione, pur sollecitata dagli organismi tecnici per decenni, non ha mai predisposto progetti per la sicurezza idraulica degni di essere inclusi nel PNRR. E ora si celebrano lavori che non incideranno minimamente sulla protezione della popolazione in caso di piena”.

Terzo lotto (8 milioni di euro): prevede la realizzazione di un nuovo comparto per l’accumulo delle acque di piena. Il progetto esecutivo è già pronto, ma la gara d’appalto è posticipata al primo semestre del 2026.
Anche il quarto lotto, destinato all’irrigazione e all’espansione laterale della cassa nel territorio di Rubiera, non risponde direttamente alle esigenze di contenimento idraulico in caso di
piena estrema.

 

Il quarto lotto, infine, aggiuntivo e collegato al secondo per via dell’assegnazione di un finanziamento del Pnrr, è particolarmente innovativo: prevede infatti l’adeguamento della cassa anche ai fini dell’uso irriguo, permettendo di conservare e trasferire, in caso di scarsità d’acqua, fino a 1 milione di metri cubi destinati all’agricoltura. Tutto questo tramite i canali di bonifica del Consorzio dell’Emilia Centrale. I lavori, per un importo totale di 2 milioni di euro, sono stati appaltati; l’ultimazione è prevista entro giugno 2026.


Tempi del potenziamento e della maggiore sicurezza non ancora garantiti

I comitati sottolineano come la situazione attuale sia la diretta conseguenza di vent’anni di rinvii e mancate decisioni da parte della Regione. La cassa di espansione, anche una volta conclusi gli attuali lavori, sarà in grado di contenere solo piene medie, lasciando scoperta tutta la pianura di fronte a eventi più intensi. Le opere in corso, se non completate integralmente con il rifacimento della diga, non garantiranno alcun miglioramento reale del livello di sicurezza.
“È indispensabile — ribadiscono i cittadini — che le istituzioni non celebrino interventi parziali che si concentrino finalmente sull’attuazione delle fasi essenziali del progetto nella loro totalità e diano ai cittadini una informazione puntuale, trasparente e realistica della situazione. La sicurezza idraulica del territorio non può più aspettare, e solo l’attenzione e la consapevolezza dei cittadini potrà evitare il ripetersi degli errori compiuti negli ultimi decenni.”

Gi.Ga.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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