“I fatti avvenuti ieri alla Castelfrigo con la chiamata al lavoro di operai che non fanno parte del gruppo di coloro che da mesi scioperano ininterrottamente davanti ai cancelli di Castelnuovo, rappresenta l’ennesimo scalino verso il basso, verso l’addio ai diritti minimi dei lavoratori. Una discesa, se guardiamo proprio a Castelfrigo, iniziata con le parole dell’onorevole Pd Richetti di due anni fa”. Così il professor
Elio Tavilla (nella foto sotto), capolista alla Camera a Modena per Potere al Popolo
sul caso Castelfrigo e sui nuovi gravi sviluppi di ieri.

“Le parole di condanna giunte oggi dalla Regione del presidente Bonaccini e dal Pd stesso, intervenuto col candidato nel collegio di Sassuolo De Vincenti, sono quantomeno tardive per non dire ipocrite – continua l’esponente di Potere al Popolo -. Quando due anni fa Richetti offese il sacrosanto diritto di sciopero dei lavoratori del comparto carni dicendo che chi protestava ‘impediva ai lavoratori che vogliono tranquillamente fare il loro lavoro, di farlo’ il Pd, i rappresentanti della Regione e della Provincia di Modena non intervennero per smentirlo.
E così in questa continua discesa verso il basso, ci si è abituati lentamente al peggio, in un clima di liberismo renziano, a Modena abbiamo addirittura assistito alla scelta di un sindacato, la Cisl, di firmare un accordo separato per l’assunzione di coloro che non scioperavano”.
“I tavoli provinciali, le commissioni regionali convocate ora appaiono strumenti spuntati di una politica costretta a governare un dissenso crescente solo con le parole non volendo, anche per legami con una precisa fetta di mondo imprenditoriale, incidere sulla realtà – chiude Elio Tavilla -. Questa mattina alle 4.30 una nostra delegazione era presente al presidio promosso a Castelnuovo dalla Castelfrigo. Noi saremo con loro, al fianco dei lavoratori, come lo siamo sempre stati”.