Così il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale a Modena Piergiulio Giacobazzi a commento della risposta dell’Assessore ai Servizi Sociali Roberta Pinelli all’interrogazione presentata nel novembre scorso.
“Ad oggi – spiega Giacobazzi - il regolamento adottato a Modena risulterebbe violare la normativa nazionale ISEE. In particolare non rispetterebbe le disposizioni derivanti dalla sentenza del Consiglio di Stato del Febbraio 2016, che ha sancito come pensioni di invalidità, accompagnamento, assegni di cura, essendo finalizzate a compensare il bisogno di assistenza continuativa di soggetti che non sono in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, non possano essere in alcun modo essere considerate ricchezza tale da essere calcolata come entrata ai fini del calcolo della compartecipazione.
Se a livello regionale tale principio è stato accolto, in cascata non è avvenuto sul piano locale, del Comune di Modena, creando una disparità nel calcolo per gli utenti residenti nel comune di Modena rispetto a quelli in altri comuni.
'Anche in considerazione della modifica apportata a livello regionale con la legge 23/2019 e considerate le valutazioni contenute in alcune sentenze' - ha affermato l'assessore Pinelli si è avviato un percorso di revisione del Regolamento e già nelle prossime settimane sarà sottoposta alla Commissione consiliare, e successivamente al Consiglio, una proposta di modifica.
“La proposta di modifica del Regolamento che sarà discussa intende superare le possibili incertezze interpretative e assicurare un più fedele allineamento al vigente quadro normativo nazionale in materia di Isee applicato alle prestazioni sociali agevolate destinate a disabili, rispondendo anche a diverse sollecitazioni in merito.
La tariffa media della quota di compartecipazione al servizio versata dalle famiglie per la frequenza del diurno è stata di 5 euro al giorno a fronte dei 124 nel 2018 e dei 128 euro nel 2019) riconosciuti ai gestori del servizio. Per quanto riguarda invece i centri residenziali la tariffa media pagata dalle famiglie è stata di 28 euro nel 2018 e di 32 nel 2019, con punte massime di circa 45 euro a fronte di una spesa media riconosciuta al gestore di 183 euro nel 2018 e 187 nel 2019.
Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha ribadito che “finalmente, nel 2019 anche la Regione ha recepito le norme nazionali che, speriamo, ora vengano applicate anche a Modena”.
Nella replica, il consigliere Giacobazzi ha commentato che l’imminente arrivo di un nuovo regolamento “fa presumere che quello attuale violi la normativa di riferimento. Sono molte le famiglie che, a Modena come in altre città, sono pronte a presentare ricorsi per far valere le proprie ragioni”. Secondo il consigliere, inoltre, “a Modena viene sempre applicato il coefficiente massimo per la tariffazione, a differenza di altri Comuni dove le famiglie pagano molto meno”.



