Erano 237 il 24 maggio, 365 il 25 maggio, 802 il 26 maggio e 121 il 27 maggio. Sono più di 1500 i soggetti sbarcati nei giorni scorsi in Italia prevalentemente dalle coste libiche e presumibilmente pronti a presentare domanda di asilo. L'equivalente degli abitanti di un piccolo paese, in soli 4 giorni. Persone di cui si sa poco o nulla e che saranno in tempi brevi inseriti nei circuiti dell'accoglienza che nella sola Modena registra da tempo un numero stabile di circa 1800 richiedenti asilo. Di questi, se le dinamiche rimarranno quelle degli anni e dei mesi, solo una piccola parte di poco superiore il 10% avrebbe ricononosciuto lo status di rifugiato.
Un numero in costante aumento, quello di coloro che escono dai circuiti di accoglienza, o per avere già ricevuto un risposta dalla commissione territoriale (positiva o negativa), o per esempio perchè rensposabili di comportamenti incompatibili con la vita di comunità o perché bisognosi di un'assistenza sanitaria più complessa. Rimanendo molto spesso in un limbo sociale ed istituzionale, dove i soggetti, pur non essendo destinatari dell'obbligo di rimpatrio, non possono nemmeno lavorare, perchè di fatto irregolari.
Dall'inizio dell'anno sono 12.105 i soggetti sbarcati sulle coste Italiane.. Di questi, 2715 sono tunisini.
Fatto sta che dopo una tregua di alcuni mesi negli arrivi, Modena, come già lo è stata in passato, potrebbe essere di nuovo terra di destinazione di parte di questi nuovi arrivi che, complice l'inizio della stagione estiva, ma soprattutto la crisi libica, continueranno con tutta probabilità ad aumentare. Un problema sul problema visto che se da un lato la capacità delle Prefetture di gestire le procedure di accoglienza e tempi consoni di risposta alle commissioni è giudicato soddisfacente solo dal 33% degli italiani e insoddisfacente dal 54% (dati swg su indagine commissionata dal Sinpref, sindacato della carriera prefettizia e pubblicata da Il Sole 24 ore), dall'altro c'è la mancanza di un governo per il paese che certamente non aiuta.
Gi.Ga.



