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'Le conclusioni di Piantedosi su disagio psichico allarmano ancora di più, in giro pieno di squilibrati, dobbiamo attrezzarci'

'Le conclusioni di Piantedosi su disagio psichico allarmano ancora di più, in giro pieno di squilibrati, dobbiamo attrezzarci'
'Le conclusioni di Piantedosi su disagio psichico allarmano ancora di più, in giro pieno di squilibrati, dobbiamo attrezzarci'

In Consiglio Comunale l'analisi del sindaco: 'Capisco le ragioni del ministro nell'escludere il terrorismo ma anche su questo punto ho invitato alla cautela'

In Consiglio Comunale l'analisi del sindaco: 'Capisco le ragioni del ministro nell'escludere il terrorismo ma anche su questo punto ho invitato alla cautela'


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'Se il problema alla base del gesto di sabato è lo squilibrato, allora siamo ancora più vulnerabili, perché in giro è piano di squilibrati'. Nel suo intervento in Consiglio comunale, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha espresso forte inquietudine per le parole del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, formalmente rassicuranti nel momento in cui escludevano, anche se non del tutto, ovvero in attesa degli ulteriori accertamenti della Procura, la matrice terroristica del gesto, ma nei fatti tutt'altro. Ricondurre ad un disagio psichico quanto è successo rappresenta per il sindaco, una conclusione che anziché rassicurare apre scenari ancora più allarmanti.

Mezzetti ha dichiarato che non lo rassicurano affatto le parole del ministro, secondo cui 'i modenesi possono stare tranquilli perché non è stato un attentato terroristico'. Una frase che, nelle intenzioni del Viminale, dovrebbe dimostrare che il sistema di prevenzione non ha avuto falle. Ma per il sindaco il messaggio produce l’effetto opposto.
'Paradossalmente questo preoccupa ancora di più perché vuol dire che siamo ancora più vulnerabili se non agiamo subito. Se il pericolo diventa lo squilibrato, ahimè di squilibrati ne abbiamo tanti.
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Allora sarà bene che ci attrezziamo'.
Il sindaco ha sottolineato che non si tratta di polemica politica né di giustificazionismo, ma di una constatazione di realtà: se davvero non c’è alcun legame con organizzazioni terroristiche, allora il rischio diventa più difficile da intercettare e prevenire.

Mezzetti ha sottolineato che è stato lo stesso ministro Piantedosi a definire l’autore del gesto “uno squilibrato”, rivendicando che ciò dimostrerebbe l’efficacia del sistema di sicurezza nazionale.
'Se c’è uno che ha messo in campo un elemento giustificativo è stato il ministro. Lui ha detto che non è terrorismo ma il gesto di un demente. Dunque, se c’è un giustificazionista, è il ministro'.
Il sindaco ha sottolineato di aver invitato alla prudenza fino alla verifica completa dei dispositivi elettronici dell’uomo da parte degli inquirenti, ma ha ribadito che la linea del Viminale è stata chiara: nessun terrorismo, solo disagio psichico.

Un profilo di sofferenza psichica già noto ai servizi dal 2019
Mezzetti ha ricostruito il percorso del 31 enne che sabato ha travolto e ferito gravemente, oltre all'avere tentato di accoltellare chi lo stava braccando, seguito in tre momenti diversi dai servizi sanitari: nel 2019, nel 2022 e nel 2024, quando si era presentato spontaneamente al Centro di Salute Mentale.
Un rapporto intermittente, fatto di interruzioni e riprese, senza che emergessero elementi tali da far prevedere un gesto così violento.
'Le mail inviate tra il 2021 e il 2022 all’Università di Modena e Reggio Emilia, oggi pubblicate da diversi quotidiani on - line, alternavano richieste di aiuto, sfoghi aggressivi, contenuti sconnessi, rancore e riferimenti religiosi' - specifica Mezzetti.
Il sindaco ha ricordato anche il recente episodio del primo gennaio, quando un altro uomo con disturbi psichici aveva accoltellato un sacerdote in città. Don Rodrigo, ad inizio anno, vittima di un aggressione che poteva essere mortale.
Mezzetti ha ribadito che ciò non deve apparire come una giustificazione. 'Anzi se c'è un giustificazionista qui e proprio il ministro Pientedosi'. E precisa: 'Nulla di ciò toglie responsabilità individuale all’autore del gesto. La responsabilità rimane piena e assoluta. Ma se vogliamo prevenire tragedie di questo tipo dobbiamo guardare ai processi di isolamento, sofferenza psichica e rottura con la realtà. Possiamo condannare questi episodi, ma se non agiamo rischiamo che si ripeteranno'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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