'L’attuale presidente della Fondazione Cresciamo ha espresso tramite un noto social il seguente pensiero: “Personalmente non sono d’accordo di sospendere i raduni degli alpini. Quando, molti anni fa, ci fu il raduno a Modena, attraversai la calca assieme ad una amica si sono sprecate le palpeggiate di sedere, i seni, ecc… L’amica non se la prese più di tanto, perché era, come si può dire, un gesto “bonario”, una specie di tributo dovuto alla bellezza, che in diversi si sentivano più in “dovere” di fare piuttosto che per offendere. Le tradizioni devono cambiare e questa certo doveva essere abbandonata già da molti anni, ma non facciamone un dramma nazionale: si parli con le gerarchie dell’Associazione e continuino a versarsi damigiane di vino e di grappa nei loro raduni ma lascino in pace le ragazze” - ricorda Elisa Rossini -. Ovviamente i gesti e le parole inopportune di alcuni non tolgono significato ai raduni degli alpini che ricordano la lunga tradizione di servizio al paese a salvaguardia della sicurezza e in ambito sociale, tradizione nella quale si riconoscono gli appartenenti all’Associazione Nazionale Alpini. Detto questo, il pensiero espresso dal Presidente della Fondazione Cresciamo, oltre a screditare l’Associazione Nazionale Alpini, appare non conforme al ruolo ricoperto e alle finalità della Fondazione dallo stesso rappresentata. I valori che orientano il progetto delle scuole Cresciamo, stando a quanto si legge sul sito della Fondazione, sono:
a) la scuola dei bambini è la scuola che dà voce ai bambini, che sono protagonisti dei loro percorsi, accompagnati da adulti che sanno sostenerne le curiosità;
b) il bambino a scuola impara a pensare, a usare gli strumenti culturali indispensabili, a dare senso e significato al mondo;
c) entrando a scuola ciascuno entra a far parte di una comunità di bambini diversi per età e genere, competenza, provenienza e di adulti con differenti ruoli;
d) la scuola è anche fuori dalla scuola, si espande alle risorse presenti nel suo territorio e che sa farsi a sua volta
e) i genitori sono chiamati a partecipare in molti modi alla vita della scuola, arricchendone il progetto con i propri contributi e le proprie competenze'.
'Come tutto questo sia coerente con le parole del presidente di Cresciamo è davvero difficile comprenderlo' - chiude Elisa Rossini.



