“C’è un modo per parlare veramente delle questioni, cercando di capirle, entrandoci dentro e affrontandole e un altro - spiega Maletti - che rischia solo di fare disinformazione, oltre a dimostrare scarsa cultura amministrativa: questo è il linguaggio della propaganda politica strumentale. È un linguaggio che non mi appartiene, quindi lo lascio ad altri. Ma se la smania di propaganda politica rischia solo di confondere e tende a screditare il lavoro di chi è impegnato nell’accoglienza, allora ritengo sia opportuno intervenire per fare chiarezza”.
La determina di cui si parla, spiega appunto Maletti, “è un atto amministrativo firmato da una dirigente, che integra i contratti di appalto per adeguarli alle condizioni del Ccnl, il Contratto collettivo nazionale di lavoro delle cooperative sociali: recepire la modifica è quindi per l'amministrazione comunale un obbligo di legge.
I quasi due milioni in più a cui si fa riferimento - aggiunge la vice sindaca - riguardano l'adeguamento contabile di fondi che il Ministero deve al Comune di Modena per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, che è stata svolta dall’amministrazione comunale per conto del Governo nel primo semestre 2024 e per quella che sarà fatta nel secondo semestre. Peraltro, il Ministero (che attinge le risorse dal Fondo minori stranieri previsto dalla legge di stabilità del 2015) è in ritardo con i pagamenti di quasi un anno e il Comune di Modena, così come tutte le amministrazioni per le quali l'accoglienza dei msna è un obbligo di legge, sta anticipando le risorse per garantire il regolare e tempestivo pagamento dei fornitori e dei loro lavoratori. Certo – continua Maletti - trattandosi di un atto amministrativo tecnico, appunto un accertamento e un impegno di spesa, la determina in oggetto non entra nel merito del tipo di servizi svolti e non prevede incrementi di attività degli appalti in essere, ma questo chi ha a che fare con atti amministrativi dovrebbero saperlo”.
Per il vicesindaco sarebbe cosa diversa “parlare veramente del complesso sistema dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e dei percorsi sociali sanitari e volti all’integrazione che vengono individuati per ciascun ragazzo.
Infine, per quanto riguarda i numeri, ad oggi a Modena sono accolti 167 minori, un numero quindi nettamente inferiore al recente passato in cui si sono raggiunti anche picchi di oltre 260 ragazzi che hanno messo in difficoltà il sistema di accoglienza.
A stretto giro di pubblicazione la risposta dei consiglieri azzurri; 'La nostra non è disinformazione ma richiesta di chiarimenti. Premesso che se ben conosce la normativa ci stupisce non averla mai sentita gridare allo scandalo quando la Prefettura di Modena era costretta ad andare in deroga agli affidamenti scaduti perché certe coop non volevano sottostare al tetto di legge, il tema non è il business, che innegabilmente gira, ma quello di cui 'si fa' di questi ragazzi. Su questo non c'è una riga di replica.
Ci riferiamo a continui eventi criminosi che hanno coinvolto minori stranieri non accompagnati ospiti anche di alcune strutture a cui il Comune ha assegnato i minori. Nessuno dimenticherà l'omicidio avvenuto al Novi Sad, in cui ha perso la vita un 16enne. Nessuno può negare poi le rapine, i furti ed altri reati commessi negli ultimi mesi da msna di origine tunisina Quello che noi abbiamo fatto è constatate un adeguamento senza che l'amministrazione chieda in cosa concretamente vengano destinati i fondi. Abbiamo chiesto lumi sui progetti realizzati per capire cosa fanno questi ragazzi una volta arrivati a Modena. Bene se si incrementano gli stipendi degli operatori sociali: ben sappiamo quanto sia difficile lavorare in questo settore. Bene si impegni la spesa per una progettualità concreta: ci chiediamo solo quali siano le attività venendo a sapere che spesso questi ragazzi 'scorazzano' per la città commettendo reati; abbandonati a se stessi.
Possiamo pagare di più tutti ma questo serve a dare un futuro a questi ragazzi?
Altro tema quello degli affidi familiari che sicuramente portano ad un percorso educativo più solido e meno oneroso: quanti ne sono rientrati? quante famiglie si sono rese disponibili? Abbiamo semplicemente chiesto risposte a fronte di un fenomeno sociale che, se non se ne accorta, preoccupa e non poco i cittadini' - concludono Patis e Giacobazzi.



