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Daspo contro Stefano Puzzer, il caso in Parlamento

Daspo contro Stefano Puzzer, il caso in Parlamento

'La libertà di opinione non la decide il governo Draghi ma la Costituzione italiana'


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Il Daspo contro Stefano Puzzer, reo di avere iniziato una protesta solitaria e pacifica in piazza a Roma, finisce in Parlamento.
'Oggi in Aula sono intervenuto per chiedere che il Governo venga urgentemente a riferire sul provvedimento di Daspo che ha colpito il sindacalista Stefano Puzzer - spiega il capogruppo di Fratelli d'Italia, Francesco Lollobrigida -. Si può ancora liberamente esprimere in questa Nazione opinioni in dissenso da chi la governa? È mai accaduto che una manifestazione pacifica annunciata sui social possa essere preventivamente vietata, colpendo il potenziale organizzatore perché dissente dalle opinioni del governo? Vogliamo delle risposte. La libertà di opinione non la decide il governo Draghi ma la Costituzione italiana, che permette di manifestare liberamente e pacificamente'.



'Per Puzzer arriva addirittura il daspo, come se si trattasse quasi di un rastrellamento di una persona che ha avuto solo la colpa di prendere un banchetto e mettersi civilmente in piazza per sensibilizzare le istituzioni che gli avevano promesso una risposta – attacca il deputato di Alternativa c'è Francesco Forciniti – La ministra Lamorgese venga a spiegare la strategia, per capire dove vogliamo arrivare in questo Paese. Oggi è accaduto a Stefano Puzzer, domani può accadere a chiunque altro voglia manifestare pacificamente. Se ha ancora un senso avere una Costituzione in questo Paese, difendiamola'.

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