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'Quella non era una piazza di pace'

'Quella non era una piazza di pace'

Il coordinamento regionale di Indipendenza del movimento: 'Toni bellicosi senza nessun riferimento alla pace. Oltre al ritratto di criminale di guerra'


2 minuti di lettura

La manifestazione che si é svolta domenica 1 marzo a Modena in Piazza Matteotti, con la presenza del sindaco Mezzetti, a nostro avviso, non ha detto una sola parola sulla pace tra Russia ed Ucraina, quella pace che oggi é ormai una drammatica necessità, non solo per le popolazioni delle regioni del Sud Est ucraino, alcune delle quali vivono un conflitto che dura da 11 anni ma anche per tutta l'Europa che sta andando a velocità sostenuta verso uno scontro aperto con la Russia. A questo potrebbe portare l'incomprensibile linea del sostegno incondizionato a Zelensky che ha rifiutato le offerte di negoziato formulate dall'amministrazione Trump, nonostante il fatto che siano stati gli stessi Usa ad armare in maniera decisiva l'Ucraina, dal 2014 in poi.

Nelle stesse ore, il vertice europeo, allargato a paesi del blocco atlantico ma senza gli Usa, confermava la linea di appoggio alla linea oltranzista di Zelensky e soprattutto, fatto ancora più grave per qualsiasi cittadino europeo, ribadiva la necessità di un riarmo massiccio degli eserciti dei vari stati europei, sempre nell'ottica di uno scontro ritenuto ineluttabile con la Federazione Russa.
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Questo riarmo verrà pagato da tutti i cittadini europei mediante ulteriori tagli al welfare e ai servizi, già fortemente penalizzati dalle politiche restrittive della Ue e della Commissione Europea, non sappiamo se i modenesi scesi in piazza se ne rendano conto.

Stupiscono i toni bellicosi ed offensivi utilizzati contro la Russia e contro il suo presidente Vladimir Putin, in una piazza in cui campeggiava anche un ritratto del criminale di guerra ucraino Stepan Bandera, condannato per l'uccisione di migliaia di ebrei e di polacchi durante la seconda guerra mondiale. La foto di Bandera portava la scritta 'parlate in lingua dello stato', un richiamo alle discriminazioni verso la popolazione russofila che vennero riprese dal governo del dopo Maidan nel 2014 e furono alla base della rivolta delle popolazioni del Donbass che non accettarono il tentativo di cancellare l'identità russa.
Avevamo già visto in alcune manifestazioni a Modena le bandiere del battaglione ultra nazionalista Azov, oggi il ritratto di Bandera rivela una deriva inaccettabile e non certo una logica di pace.
Auspichiamo che ci siano altre manifestazioni a Modena, come in altre città che parlino veramente di Pace e di rifiuto della logica bellicista di aumento delle spese militari, il movimento Indipendenza vi aderirà, qualora vengano organizzate.

Gli italiani hanno bisogno di rivalutazione dei salari, di welfare, di Sanità e non di risorse gettate in armamenti, in una escalation bellica decisa da una Ue da cui bisogna uscire al più presto, prima che sia troppo tardi.
Coordinamento regionale movimento Indipendenza
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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