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Diario di una dissidente: 'Con guerra in corso green pass vergognoso'

Diario di una dissidente: 'Con guerra in corso green pass vergognoso'
Diario di una dissidente: 'Con guerra in corso green pass vergognoso'

'Tornata nel mio Paese devo sentirmi come un ladro anche per sedermi in un bar a prendere un caffè e non posso salire su un treno'

'Tornata nel mio Paese devo sentirmi come un ladro anche per sedermi in un bar a prendere un caffè e non posso salire su un treno'


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Raffaela Regoli, autrice televisiva, giornalista e firma di molti servizi di Fuori dal Coro su Rete4, è appena tornata dal confine con l'Ucraina, dove ha portato medicinali, cibo e generi di prima necessità alle vittime della guerra.
Raffaella Regoli dal 15 febbraio non può più lavorare: è tra coloro che, avendo compiuto 50 anni ed essendo sprovvisti di super Green pass, sono stati esclusi per Decreto del Governo Draghi dai luoghi di lavoro italiani. Una norma disumana che viene applicata solo in Italia e che non è ancora stata eliminata. Da quel 15 febbraio Raffaella ha deciso di raccontare la realtà distopica italiana attraverso il suo 'Diario di una dissidente' sui social.
'Il paradosso vuole che io sia andata fino al confine ucraino, che abbia attraversato quattro Stati, senza che nessuno mi abbia chiesto il Green pass, senza problemi ad entrare in un bar o a dormire in un albergo, invece tornata nel mio Paese devo sentirmi come un ladro anche per sedermi in un bar a prendere un caffè e non posso salire su un treno - spiega Raffaella Regoli -. Con una guerra vicina, con i profughi in arrivo, non eliminare il green pass è demenziale. Che senso ha tenere in piedi queste norme che non esistono in nessun altro Paese d'Europa? Questa vergogna deve finire'

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