Dalla carrozzeria che ha licenziato 30 persone, alla somministrazione di manodopera totalmente affidata a cooperative spurie, ai ripetuti incidenti all'interno di una ditta di lavorazione carni, fino ad arrivare ai procedimenti disciplinari per avere partecipato a scioperi in una grossa lavanderia industriale.
Sono numerosi gli esempi riportati a gran voce questa mattina davanti all'ingresso dell'ispettorato del lavoro di Modena e che da anni, nonostante siano oggetto di segnalazioni e denunce da parte di Si Cobas, non hanno avuto risposta rispetto l'esito della procedura aperta. In sostanza, i Si Cobas denunciano irregolarità all'interno di una azienda. L'ispettorato del lavoro verifica il rispetto della normativa. Ma da quel punto, stando a quanto riferito dal sindacato, nessuna traccia. Chi presenta la denuncia non verebbe nemmeno informato sullo stato delle cose. E non una, due, tre, quattro volte e per anni. Una situazione inacettabile che ha spinto il sindacato a chiedere un incontro risolutivo con l'Ufficio provinciale dell'ispettorato del lavoro, in piazza Cittadella a Modena. E di farlo con un presidio organizzato davanti alla porta di ingresso. Per chiedere ascolto ed un canale diretto e non più solo a senso unico per le segnalazioni e conoscere l'esito delle procedure. Richiesta accolta dal neo referente dell'ufficio provinciale, in carica da pochi e che, stando a quanto riferito dai referenti del sindacato, si è dimostrato disponibile.
Due anni di denunce e non risposte: Si Cobas ricevuti all'ispettorato del lavoro
Presidio questa mattina preso la sede provinciale. Il sindacato chiede, ed ottiene, l'impegno ad un rapporto più diretto e trasparente. 'Stanchi di vedere le nostre denunce cadere nel vuoto'
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