Questa mattina nel presidio in Corso Canalgrande il referente modenese Marcello Pini ha parlato di un processo simbolo della 'volontà delle istituzioni di processare la protesta e lo sciopero e ha rivendicato gli effetti che 'quel lungo ciclo di scioperi portò, costringendo l'azienda a rinunciare all'uso del contratto pulizie/Multiservizi, allo scioglimento delle cooperative in appalto e all'assunzione diretta della maggior parte delle lavoratrici e lavoratori. E' paradossale che chi ieri con la propria protesta portò a questi cambiamenti positivi sia stato accusato e portato in tribunale. Questo maxi-processo va mostrato per quello che è: da un lato si tratta del tentativo della Procura di giustificare lo sperpero di ingenti fondi e mezzi pubblici per difendere un'azienda, dall'altro è la continuazione del disegno repressivo nazionale che punta alla messa al bando dei sindacati di base. Ricordiamo che a Modena sono oltre 500 gli operai e sindacalisti imputati per scioperi, numeri indegni di un paese che si definisce democratico.
Ben diversa ai fatti descritti dai rappresentanti Si Cobas la versione della dirigenza Italpizza:
'Aver imbastito un processo così complesso rappresenta in realtà la volontà da parte delle Istituzioni di fare luce su quanto accaduto in quegli anni, quando Italpizza si trovò a essere vittima e ostaggio dell’organizzazione S.I. Cobas e di altri movimenti che in alcun modo avevano collegamenti con le OOSS Confederali riconosciute all’interno dell’azienda. La narrazione del S.I. Cobas afferma che la Procura di Modena stia processando i lavoratori Italpizza per aver partecipato a uno sciopero, sapendo che in Italia nessuno è processabile per sciopero, in quanto è un diritto sancito dall’art. 40 della Costituzione.
Ma è il merito dei numeri dei lavoratori coinvolti nello sciopero e nel processo, che Italpizza analizza: 'Dei 120 imputati del Maxi Processo, solamente 8 risultano dipendenti di Italpizza.
In merito alla costituzione come Parte Civile di Italpizza, fortemente contestata dal sindacato in quanto in caso di condanna i lavoratori ed il sindaco sarebbero obbligati a risarcire l'azienda per i danni Italpizza sottolinea che in queste circostanze si tratta di un atto dovuto, come altrettanto la richiesta simbolica di risarcimento. In caso di risarcimento, quanto percepito sarà devoluto a scopi di Responsabilità Socie d’Impresa'


