'L'Emilia Romagna è diventata una vera e propria eccezione nel panorama del nord Italia per pressione fiscale. La manovra doveva essere nota ai consiglieri regionali 45 giorni prima, ma i ticket sono stati inseriti in zona 'Cesarini'. O addirittura fuori tempo massimo. Per questo presenterò un'interrogazione al Senato per sapere come stanno esattamente le cose sia per il ticket sia per le mancate linee di indirizzo alle Ausl. Mi chiedo come sia possibile fare un bilancio regionale senza dire alle Aziende Sanitarie quali siano le priorità. Confindo che la Consulta di Garanzia Statutaria entri nel merito. Di certo io voglio vederci chiaro. Nei documenti di bilancio - infatti - si parlava di una tassa sui farmaci solo per i redditi sopra i 35.000 euro, poi alla fine si è scelta una tassa diffusa pari ai 'famosi' 2,2 euro. Un vero e proprio Maxi ticket non giustificabile. Questa deriva della sinistra cozza con i tanti provvedimenti governativi, primo fra tutti la riduzione degli scaglioni e delle aliquote IRPEF. Così, mentre Roma taglia, a Bologna mettono le mani in tasca ai cittadini' - conclude Maurizio Gasparri.
Gasparri (Fi): 'Emilia Romagna è capitale delle tasse'
'Presenterò un'interrogazione al Senato per sapere come stanno esattamente le cose sia per il ticket sia per le mancate linee di indirizzo alle Ausl'
'L'Emilia Romagna è diventata una vera e propria eccezione nel panorama del nord Italia per pressione fiscale. La manovra doveva essere nota ai consiglieri regionali 45 giorni prima, ma i ticket sono stati inseriti in zona 'Cesarini'. O addirittura fuori tempo massimo. Per questo presenterò un'interrogazione al Senato per sapere come stanno esattamente le cose sia per il ticket sia per le mancate linee di indirizzo alle Ausl. Mi chiedo come sia possibile fare un bilancio regionale senza dire alle Aziende Sanitarie quali siano le priorità. Confindo che la Consulta di Garanzia Statutaria entri nel merito. Di certo io voglio vederci chiaro. Nei documenti di bilancio - infatti - si parlava di una tassa sui farmaci solo per i redditi sopra i 35.000 euro, poi alla fine si è scelta una tassa diffusa pari ai 'famosi' 2,2 euro. Un vero e proprio Maxi ticket non giustificabile. Questa deriva della sinistra cozza con i tanti provvedimenti governativi, primo fra tutti la riduzione degli scaglioni e delle aliquote IRPEF. Così, mentre Roma taglia, a Bologna mettono le mani in tasca ai cittadini' - conclude Maurizio Gasparri.
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