Una premessa va fatta. Mirandola oggi è governata indubbiamente da una forza, la Lega, che le scorse elezioni amministrative del 2019, era allo zenit dei consensi e che conquistò la città, in parte per merito proprio ed in parte per demerito altrui (centrosinistra e Pd in primis).
Ora, che la Lega voglia far valere il proprio peso rispetto agli alleati (Fdi e Forza Italia ma anche Noi con l'Italia) è normale e, forse, sarebbe accettato anche da meloniani e forzisti.
Ma quello che ha portato a una fortissima tensione nell'alleanza non è tanto il, pur apparentemente incomprensibile, sacrificio di Forte, quanto il nome posto dalla Lega. Roberto Lodi è infatti uno degli storici esponenti della Destra modenese. Come ricorda qualche mirandolese attento alla recente storia politica locale, Lodi passò dall’Msi alla Destra di Storace quando l’allora Alleanza Nazionale di Fini decise di avvicinarsi troppo al centro.
Ecco allora che la 'casa naturale' dell'avvocato Lodi avrebbe dovuto essere Fratelli d'Italia, se non qualche formazione ancora più radicale. E invece no. La Lega con Golinelli alle scorse Regionali, ha 'scippato' Lodi ai meloniani candidandolo senza successo finale, ma ottenendo un buon risultato in termini di preferenze. Uno 'schiaffo' che Fratelli d'Italia ovviamente non ha gradito e così la riproposizione di Lodi come membro di giunta al fianco del sindaco Greco ha risvegliato una ferita ancora non rimarginata.
Di qui la scelta di Fratelli d'Italia non tanto di difendere Giuseppe Forte (come sarebbe stato naturale), ma di contrapporgli un candidato più vicino a Forza Italia e sostenuto anche da Noi con l'Italia, come Gianni Righetti (qui l'articolo). L'obiettivo? Non tanto evitare una giunta monocolore Lega (cosa che comunque, considerato il peso politico di Golinelli, è già di fatto), ma non concedere al Carroccio ancora ulteriore spazio a destra.
Giuseppe Leonelli



