Ascoltate poi dal Csm avevano parlato di interventi di Mescolini sulle attività di indagine, come il ritardare perquisizioni in un'inchiesta sui bandi comunali dopo le elezioni e la richiesta di non iscrivere nel registro degli indagati 'i soggetti la cui posizione indiziaria appariva debole', fra cui il sindaco Vecchi (Pd). L'aver imposto la posticipazione della perquisizione fu 'vista come un tentativo di favorire (o comunque non pregiudicare) la candidatura del sindaco uscente del Pd'. E poi ancora la pm titolare dell'inchiesta 'Angeli e Demoni' sugli affidi in Val d'Enza, ha riferito al Csm che quando si dovevano notificare gli avvisi di fine indagine a gennaio, Mescolini 'non voleva perchè c'erano le elezioni regionali'.
Al procuratore capo di Reggio sono state contestate anche le conversazioni in chat con Luca Palamara, la cui pubblicazione ha 'generato una compromissione della credibilità dell'interessato sul territorio'.
La decisione del Csm piace al centro-destra. Di un 'gran bel segnale' parla Giovanni Paolo Bernini, esponente di Forza Italia, che fu imputato nel processo 'Aemilia', in cui Mescolini rappresentava l'accusa. 'Avevo chiesto da tempo l'allontanamento di Mescolini da Reggio Emilia - aggiunge il senatore forzista Maurizio Gasparri -. Il Csm fa tardivamente ciò che chiedevo ed era necessario. Adesso ci aspettiamo la cacciata di altre decine e decine di Mescolini. E rinnovo il pubblico invito al Procuratore generale della Cassazione Salvi di compiere un gesto di dignità e di lasciare l'incarico. Su di lui abbiamo letto abbastanza nelle dichiarazioni di Palamara'.



