La direzione Pd poche ore fa ha ufficializzato quanto era già ovvio: il Pd dà il via libera a Zingaretti ad accettare un Governo Conte. Un mandato unanime con un unico 'no' di peso, quello del senatore modenese Matteo Richetti che si aggiunge al no lanciato da tempo da Carlo Calenda che poco fa si è dimesso dalla direzione Pd.
'Devo delle spiegazioni del mio voto contrario alla direzione del Partito Democratico di oggi. Per la terza volta si riunisce una direzione che ascolta, esprime vaghi e condivisibili concetti legati alla responsabilità e al 'viene l'Italia prima di tutto', salvo poi fare seguire comportamenti in totale libertà rispetto a quanto detto. Alcune settimane fa, la direzione del nostro partito ha assunto un documento proposto da Carlo Calenda che escludeva accordi in questa legislatura con il Movimento 5 stelle. Abbiamo fatto il contrario. Durante la scorsa direzione, il Segretario ha pronunciato parole chiarissime, di necessaria discontinuità, escludendo la possibilità di un Governo con Conte premier. Il giorno dopo abbiamo dato l'ok a Conte premier - afferma Richetti -.
'Vorrei che il mio Partito si ponesse le vere questioni: come farà Conte a sconfessare ciò che ha fatto il governo Conte? I ministri 5 stelle ancora oggi firmano lo stop ai porti italiani. Ma come pensiamo di condividere questo? Io dissento dalle idee sulla giustizia di Bonafede, quelle sull'assistenza di Di Maio, quelle sulla democrazia rappresentativa di Fraccaro, quelle sulle infrastrutture di Toninelli, quelle sulla politica estera di Di Battista. Con chi lo facciamo e su cosa questo governo? Ma davvero è possibile che un movimento politico governi nello stesso mese con Salvini e con noi senza battere ciglio? - chiude Richetti -. Raccolgo le preoccupazioni e lo sgomento dei tanti militanti del PD che stanno scrivendo, a me come ad altri. Non si può fare un governo solo per evitare il voto a qualunque costo.


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